Un Carrozzone di Ambiguità

Per comprendere a fondo la situazione critica che verte sul nostro massiccio in tema di revisione vincolistica, vi riportiamo un resoconto della riunione svoltasi presso la Regione Abruzzo in data 21 Gennaio 2019 con oggetto: “Incontro problematiche SIC e ZPS in area Parco Gran Sasso – Laga“.

Alla presenza di Giovanni Lolli (Presidente della Regione Abruzzo), Bruno Celupica (Direttore Settore Ambiente) e Igino Chiuchiarelli (Dirigente) per la Regione Abruzzo, di Berardino Romano (Docente) per l’Università Degli Studi di L’Aquila; di Antonello Liberatore (Ingegnere Agronomo redattore della consulenza ambientale per la riperimetrazione del SIC/ZPS Gran Sasso) per l’ASBUC di Assergi; di Luigi Faccia (Direttore Scuola Italiana Sci Assergi-Gran Sasso) per l’Associazione “Progetto Montagna” e #SaveGranSasso.

Dopo ampio dibattito si è giunti a una serie di conclusioni che vi andiamo ad elencare:

  1. La Regione Abruzzo si impegna a redigere una Delibera di Giunta in cui affida ad esperti del settore (Università?) la Redazione dello Studio delle Matrici Ambientali dei luoghi interessati a modifica. Nella Delibera sarà evidenziato che il posizionamento dei SIC e ZPS, avvenuto con Decreto 25.03 2005, trasmessi al Ministero dell’Ambiente con NOTA prot. 14326 del 26 Ottobre 2004, è stato perpetrato in maniera irregolare avallando la tesi di #SaveGranSasso e Progetto Montagna di irregolarità in sede di pubblicazione.
  2. L’Università degli Studi di L’Aquila sostiene, al contrario, la tesi della realizzazione del Piano D’Area senza modifiche del SIC/ZPS Gran Sasso. Questo poiché lo studio delle matrici potrebbe confermare la preziosità degli ecosistemi e, di fatto, impedire la modifica dei confini.
  3. L’ASBUC di Assergi, tramite l’Avv. Lanfranco Massimi e Franco Sabatini, l’Associazione “Progetto Montagna” e #SaveGranSasso tramite Luigi Faccia,chiedono una tempistica certa sull’ITER ma, ricevendo risposte vaghe dall’Università, annunciano la presentazione di un ricorso al T.A.R. per contestare la mancata pubblicazione sul BURA dei SIC e delle ZPS redatti solo mediante lettera dell’Ufficio Ambiente della Regione Abruzzo senza alcuna comunicazione ai portatori d’interesse, nonché pubblicità nei territori coinvolti, come prevede la legge.
  4. La Regione Abruzzo, tramite il Presidente Giovanni Lolli e tramite il deciso intervento del Direttore Bruno Celupica, decidono, comunque, di affidare lo studio delle matrici ambientali tramite incarico non esprimendosi, però, in maniera contraria alla proposta dell’ASBUC di Assergi e di #SaveGranSasso di presentare ricorso giudicandola come un sacrosanto diritto dei nativi di Assergi.
  5. Durante la riunione giunge la notizia delle dure osservazioni alla VINCA per l’ampliamento del bacino sciistico della stazione di Ovindoli-Monte Magnola da parte dell’associazione Appennino Ecosistema col fine di bloccare la procedura nonostante si tratti di territori al di fuori del SIC sul Velino-Sirente. I presenti prendono atto della notizia con disappunto.
  6. Si prende, ulteriormente, atto della notizia per la quale il Parco Nazionale Gran Sasso abbia approvato, in data 28 Dicembre 2018, le Misure di Salvaguardia Sito Specifiche del SIC Gran Sasso avviando l’iter di trasformazione del SIC in ZSC (Zona Speciale di Conservazione con misure restrittive ancora più stringenti). Tale processo è stato possibile anche senza la consultazione con la Regione Abruzzo in quanto il SIC interessato è completamente ricompreso all’interno del Parco Gran Sasso. Una decisione adottata in totale autonomia disattendendo gli accordi precedentemente presi tra le parti (Parco-Regione) che prevedevano una sospensione dell’iter finché non si fosse fatta piena chiarezza sulla proposta di rimodulazione dei confini. La conferma della Deliberazione del Parco arriva direttamente tramite telefonata ai vertici dell’ente con sorpresa e disappunto dei presenti.

Alla luce di tali punti “verbalizzati” della riunione in oggetto, noi di #SaveGranSasso e Progetto Montagna vorremmo fare alcune, amare, considerazioni.

Siamo ormai tristemente abituati a tali comportamenti ambigui da parte dell’ente Parco; siamo convinti più che mai che sia finito il tempo di attendere e di mediare. E’, pertanto, nostra intenzione di agire immediatamente presentando Istanza di Autotutela per l’Annullamento dei SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) ad oggi estesi sul territorio del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga comprendenti zone antropizzate e di interesse economico-sociale.

Spiace constatare l’assordante assenza e il silenzio da parte del Comune di L’Aquila il quale, ad oggi, ancora non invia la Nota alla Regione Abruzzo per comunicare l’approvazione della delibera di Giunta del 20 Settembre 2018 che decreta la legittimità e la volontà di 11.250 firmatari delle petizioni per la rimodulazione dei confini SIC e ZPS. Chiediamo che si ripari rapidamente a questa grave e incomprensibile mancanza.

Siamo a una svolta cruciale della nostra battaglia, chiediamo ai nostri sostenitori di non lasciarci soli come spessissimo fanno le Istituzioni.

Insieme possiamo ancora farcela.

#SaveGranSasso

Progetto Montagna

 

 

Illusioni a 5 stelle

Riteniamo molto importante approfondire il background della “convention” di stampo rewilding che i grillini d’Abruzzo hanno pensato di propinare ai Prati di Tivo in questo fine settimana.

Partiamo dal presupposto che da quando il M5S esiste in Abruzzo ha storicamente ignorato sia le aree interne in generale, sia le aree pedemontane del nostro massiccio in particolare, poiché scarno bacino di voti rispetto alle loro provenienze costiere; il solo intitolare l’incontro “montagna a 5 stelle” lo troviamo un insulto a tutti i cittadini di quei territori che da sempre vedono latitare tale forza politica salvo poi fare capolino in campagna elettorale.

Ma questo è l’ultimo dei problemi, d’altronde il Gran Sasso e i suoi limitrofi abitanti sono abituati, da sempre, a dover sopportare politici e ciarlatani di ogni provenienza che promettono e poi non solo non mantengono e spariscono ma fanno l’esatto contrario. In questo caso, però, siamo oltre.

La scelta di volteggiare come avvoltoi su una stazione sciistica in oggettiva difficoltà per poter sparare liberamente sentenze terroriste ambientali contro gli impianti di risalita è rivoltante.

D’altronde non è la prima volta che, in quelle sparute occasioni in cui il M5S si accorge dell’esistenza della nostra montagna, provano ad imporre, in perfetto stile associazionistico ambientale talebano, un precisa visione mirata ad un progressivo allontanamento totale della presenza dell’uomo, e delle sue molteplici attività, dal Gran Sasso (Rewilding Europe).

Ci riferiamo ovviamente all’esposto che, nel luglio 2014, il M5S scrisse contro il progetto di sostituzione della seggiovia “Fontari” di Campo Imperatore che prevedeva un tracciato spostato di qualche metro dall’attuale (e antica) posizione e che partisse dalle vicinanze della seggiovia “Scindarella” per arrivare all’osservatorio al fine di permettere ai clienti di arrivare sci ai piedi alla funivia evitando le, attualissime, escursioni in salita per raggiungere l’impianto. Come è andata a finire lo viviamo tutti oggi: a causa di tale esposto la regione bloccò il progetto “allungato” e tornò a una sostituzione dell’identico tracciato precedente così come imponeva la direttiva Habitat alla quale si appellarono i grillini.

Ma non si limitarono certo a questo sempre in tema Gran Sasso; qualche mese prima dell’esposto, in piena campagna elettorale per le regionali del 2014, il M5S pensò bene di scrivere sul proprio programma elettorale (attualmente introvabile ovunque compresa la rete, evidentemente conteneva idiozie talmente grosse da doverle censurare) che, in tema di sviluppo turistico di Campo Imperatore, si doveva “impedire in ogni modo la realizzazione del Piano di Sviluppo e Valorizzazione dell’area aquilana”, ovvero il cosiddetto “Piano Letta”, che prevedeva un totale di 200 milioni di investimento nel settore delle infrastrutture sciistiche compreso, ovviamente, il Piano D’area che prevede il collegamento tra Montecristo, la Fossa di Paganica e il Monte Scindarella.

Ci siamo dilungati nella descrizione dei fatti perché viviamo un momento delicatissimo per le aree interne; veniamo da 5 anni di sinistra D’alfonsiana che non ha fatto altro che aumentare a dismisura la distanza tra il territorio costiero e l’entroterra, che ha reso ancora più evidente la doppia velocità delle due macroaree.

Adesso consegnare la regione a chi vuole, leggiamo testualmente dal comunicato della “Convention”, delle “Tendenze Green” sulla nostra montagna (tradotto: non un euro per gli impianti di risalita, non un euro per l’innevamento programmato, non un euro per l’ampliamento dei bacini sciistici eccetera) per promuovere una scellerata visione integralista ambientale che scaturirebbe in un certo spopolamento dei Comuni pedemontani, in una sicura chiusura delle attività degli operatori turistici che si basano sull’indotto degli impianti, francamente sarebbe un disastro dal quale non si potrà più tornare indietro.

#SaveGranSasso

Progetto Montagna

 

La Nostra Risposta Al Ministero

Come al solito si fa cattiva informazione ed i delegati al rispetto della natura preferiscono fare dei gran minestroni per confondere e minacciare velatamente la popolazione, la quale si è espressa del tutto legittimamente attraverso lo strumento della Partecipazione Popolare (vedi Petizione).

Cominciamo col dire che il Ministero dell’Ambiente, dichiara una semplice e ovvia osservazione, mentre tutto il resto viene aggiunto dalle dichiarazioni del presidente di Italia Nostra dell’Aquila che forse non ha ben capito i passaggi di una petizione popolare e l’applicabilità di una norma dell’Unione Europea.

Distinguiamo le tre parti salienti della discussione/comunicazione pubblicata ieri sui media:

La prima. Il Ministero, leggendo la segnalazione di un esponente ambientalista ma non la delibera di Giunta Comunale, cita l’art. 6 par. 2 della Direttiva Habitat in cui si prevede, per le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), di adottare le opportune misure per evitare il degrado degli Habitat e delle Specie. Al riguardo, ricordiamo al Dirigente Ministeriale ed al solerte segnalatore, che i siti di cui stiamo parlando non sono ancora stati individuati come ZSC e sono inoltre inseriti nel Piano del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga non ancora approvato dal MINISTERO. Quindi non vediamo assolutamente la possibilità di un qualsiasi contenzioso comunitario relativo dall’art. 6.2 citato dal Ministero stesso.

La seconda. Il Comune dell’Aquila con la “Delibera di Giunta N. 374 del 20/09/2018 – Petizioni Associazione Culturale Di Promozione Della Montagna “Progetto Montagna” – Art. 7 Comma 1 Dello Statuto Del Comune Dell’Aquila E Art. 11 Comma 4 Del Regolamento Sugli Istituti Di Partecipazione– Adozione Motivata Decisione, non fa altro che riconoscere la Petizione come strumento di Partecipazione previsto dal proprio Regolamento. Dopo aver controllato le firme e reso ammissibile il quesito ed il relativo risultato, lo inoltra semplicemente all’Ente competente, la Regione Abruzzo. Quindi non trattasi di decisione esecutiva ma di semplice presa d’atto con motivazione e comunicazione. Anche in questo caso non vediamo nessuna infrazione comunitaria all’orizzonte.

La terza. Il pastrocchio di Italia Nostra, che nelle dichiarazioni del presidente aquilano invece di placare gli animi per giungere ad una soluzione utile sia alla natura che alla popolazione, preferisce usare l’arma del ricatto ed il solito spauracchio dell’Europa. In particolare, è completamente falsa l’eventualità che si possano perdere finanziamenti per agricoltori ed allevatori, sia perché non ne hanno beneficiato sino ad oggi, sia perché un eventuale accoglimento della nostra proposta di cui sopra, aumenterebbe considerevolmente i fondi a disposizione per le attività rurali.

Come è assolutamente falso che nessuno studioso abbia sottoscritto e svolto un corposo studio scientifico, infatti tale studio esiste e dimostra quanto sosteniamo da anni.

Inoltre, l’espressione “modo carbonaro” utilizzato da Italia Nostra nel proprio comunicato, a noi ricorda sicuramente il metodo usato da una “misteriosa manina” in occasione dell’individuazione delle zone SIC e ZPS (trasgredendo l’art. 2 par. 3 della Direttiva Habitat).

Speriamo con questa nota di aver chiarito, una volta per tutte, i passaggi svolti in osservanza delle Direttive Europee già adottate da numerose Regioni Italiane e dell’Unione Europea, in merito alla rivisitazione dei siti di Natura 2000 e delle Aree Protette.

Invitiamo piuttosto Italia Nostra e le altre associazioni ambientaliste a rendersi partecipi nella creazione di nuovi servizi e posti di lavoro sulla nostra amata montagna, servizi che tutto il mondo ci sta chiedendo.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

 

Le nostre linee programmatiche

Il comunicato di FederTurismo di 3 giorni fa ci rincuora.

E’ noto a tutti infatti che il nostro Gruppo si sia sempre battuto per ottenere infrastrutture adeguate al Turismo Sportivo, ma forse fino ad oggi erano ancora pochi quelli che ne conoscevano veramente le potenzialità, amministratori compresi.

Ora se n’è accorta anche Confindustria.

Un turismo sano, da vivere all’area aperta e soprattutto in tutte le stagioni (destagionalizzazione), anche quando il mare e la montagna non hanno poi tanto da offrire in termini meteorologici.

Secondo noi il nostro territorio ha delle peculiarità uniche per chi ama gli sport outdoor, ma malgrado tutti ne parlino sono ancora poche le iniziative e le necessarie infrastrutture ad essere presenti.

Ricordiamo:

– La grande occasione dei Progetti C.A.S.E. di Assergi e Camarda , riqualificabili con piccoli investimenti in Villaggi Sportivi per squadre, club, parrocchie, colonie, convegni, ritiri etc. con annesse strutture indoor (palestre-piscine etc).

– La disponibilità di alcuni fondi pubblici per riattivare Monte Cristo e Fossa di Paganica, vere mecche per ciclisti, trekkers, bambini, anziani e disabili, ma sopratutto in grado di decongestionare le alte cime che stanno soffrendo un carico di presenze esagerato.

– Sempre con alcuni Fondi disponibili, dopo le ferrate, bisognerebbe ritracciare e ripulire i sentieri di media montagna, quelli più importanti, quelli che permetterebbero a CHIUNQUE di godere dei nostri panorami mozzafiato e non soltanto , come avviene oggi, ad esclusivo uso e consumo degli alpinisti ironman. Fare delle ciclabili in grado di connettere i borghi.

– E poi l’abbattimento delle barriere architettoniche , il riordino dei flussi di traffico in località Fonte Cerreto, Campo Imperatore e Fonte Vetica. Le aree di sosta attrezzate per Camper (con fosse biologiche), il collegamento con i Borghi che malgrado distino qualche km dalla montagna in alcune stagioni sono eccessivamente isolati.

– La creazione di alternative a luoghi troppo sfruttati, cominciando da Fonte Vetica, dove c’è un rifugio in meno, mentre altri sono nascosti ed abbandonati lontani dai tour trafficati.

– La ricostruzione post terremoto di Assergi , Camarda, Arischia, Aragno, Collebrincioni etc. per noi da considerare prioritari per la nascita di B&B e affini in grado di raddoppiare o quasi gli attuali posti letto, assolutamente insufficienti specialmente in alta stagione.

– Riattivare i programmi scolastici anche in autunno e primavera per avvicinare gli studenti , con costi bassissimi, alle attività outdoor.

– L’ottimizzazione delle Aree Protette chiarendo una volta per tutte cosa si può fare cosa no e sopratutto presidiando il territorio con richiami, multe e sanzioni a chi frequentandolo solo per qualche ora ci lascia immondizia e danni ambientali.

Potremmo continuare per ore e ore…. anche con il vostro aiuto, ad elencare cosa si può fare, quanti posti di lavoro, quanti giovamenti per le nostre popolazioni possono essere creati con un’azione forte e mirata.

Contenuti ampiamente snocciolati nella nostra “Carta del Gran Sasso” consultabile sul nostro sito.

Non basterà un Hotel 5 stelle lusso al rilancio dei territori del Gran Sasso, senza adeguati investimenti, piani industriali di sviluppo e sinergie tra operatori rischierà di essere solo l’ennesima cattedrale nel deserto.

#SaveGranSasso

Progetto Montagna

 

Una Data Storica Per L’Aquila

Oggi, 20 settembre 2018, è una data storica per la città dell’Aquila ed il suo territorio.

A quasi due anni dall’inizio della raccolta firme, la Giunta Comunale ha approvato il testo e le richieste delle due Petizioni Popolari sottoscritte e recanti in calce ben 11.200 firme di cittadini residenti nel Comune.

La Giunta, con il suo voto, ha sancito, ai sensi dello Statuto e del Regolamento sugli Istituti di Partecipazione, la conclusione del più grande iter democratico e partecipativo messo in atto nel Comune Capoluogo di Regione.

Progetto Montagna #SaveGranSasso con i suoi sostenitori, hanno dato vita al più grande movimento di opinione e sensibilizzazione su temi delicati ed attuali, ai più sconosciuti, ma importantissimi per il futuro turistico ed economico della città.

Ha fornito documentazione, studi scientifici e proposte concrete sulla gestione e la rimodulazione dei vincoli delle Direttive Natura 2000, proponendo le basi per uno sviluppo compatibile sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico.

Sinceramente questo è il più grande risultato che noi tutti speravamo di ottenere e che probabilmente abbiamo raggiunto.

Ringraziamo con affetto e gratitudine tutti i sottoscrittori delle 11.115 firme, i volontari dei banchetti che hanno girato tutto il territorio comunale, i Consiglieri Comunali che hanno vidimato e validato le sottoscrizioni, le ASBUC di Assergi, Arischia, Aragno, Camarda e Filetto, la stampa che ci ha seguito con attenzione ed a volte ci ha anche sopportato.

Un ultimo ringraziamento, e non per importanza, va alla Giunta Comunale che ha creduto in questo movimento ed ha rispettato la volontà dei propri cittadini.

Adesso la palla sul percorso amministrativo da seguire, indicato peraltro dai testi delle due petizioni, passa ai rappresentanti del Comune dell’Aquila ed al Presidente della Regione Abruzzo.

BUON LAVORO E FORZA GRAN SASSO !!!!!!

Progetto Montagna

#SaveGranSasso

Olimpiadi ed Elezioni

Queste brevi precisazioni, senza voler fare né polemica strumentale né politica, sperando tanto che nessuno si alteri facendo scattare l’apparato endocrino.

Cominciamo con la proposta di candidatura Olimpica.

Da quello che abbiamo letto, speriamo sinceramente che l’Onorevole Martino abbia fatto questo per “l’amore” che ha nei confronti del Gran Sasso e per “pubblicizzare la nostra montagna“.

Ci permettiamo di dire solo che nel nostro ambiente queste “sparate” sono accolte con tutt’altro spirito (ilarità ???) e che ci aspettiamo, da un imprenditore come l’Onorevole, altre cose dal punto di vista del Marketing territoriale.

Dal punto di vista tecnico le diciamo:

  • per la realizzazione delle strutture c’è tutto il tempo (2026), ma sapete quante ne sono e quanto costano ? Breve elenco (forse manca qualcosa) di Torino 2006:
    Villaggio Olimpico (145 ml nel 2006), Palaghiaccio per Hockey, Stadio per il pattinaggio artistico, Stadio per il Pattinaggio di velocità, Stadio del Fondo, di Slalom, del bob e slittino, del Freestyle, ecc………
  • Requisiti per lo svolgimento delle gare solo dello sci alpino maschile (FIS – International Ski Rules):
    Discesa Libera – Dislivello di pista (min. 800 max. 1.100 mt);
    SlalomGigante – Dislivello di pista (min. 250 max. 450 mt);
    Slalom – Dislivello di pista (min. 180 max. 220 mt);
    Super Gigante – Dislivello di pista (min. 400 max. 650 mt).

 

Di queste manifestazioni non ne possiamo fare nessuna, perchè oltre a non avere i requisiti regolamentari (dislivello), pecchiamo anche nei requisiti intrinseci delle piste di gara.

Le strutture si possono pure fare, ma le montagne come si fa a farle crescere?

Per quanto riguarda la risposta del Dott. De Matteis, sempre senza entrare nella polemica politica tra i due, crediamo che sia fondata e concreta.

Però vorremmo soffermarci su un aspetto dell’ intervista rilasciata dal Consigliere: I presunti fondi che si sbloccherebbero dopo l’approvazione del Piano del Parco quali sarebbero? Quelli dei Fondi CIPE 135/2012?

Circa sei milioni (il rimanente dei famosi 13.400 ml) li abbiamo ancora in cassa (se ancora ci sono….) e dovrebbero essere a disposizione.

Per fare la ristrutturazione dell’Albergo di Campo Imperatore (sta cadendo a pezzi), dell’Hotel Cristallo, del Rifugio Fontari, del Rifugio Montecristo la rassicuriamo, non ci vuole nessuna approvazione del Piano del Parco.

Per quanto riguarda i sottoservizi, abbiamo 1.200 ml. da quattro anni ed ancora non si vede uno straccio di progetto.

Per le Opere di Protezione Attiva e Passiva dalle Valanghe (vedi CPLV della Regione Abruzzo), cosa stiamo facendo ?

Per fare tutte queste opere serve una semplice VINCA perchè sono opere che vanno a salvaguardare la salute dell’uomo e sono indispensabili per il Comprensorio Turistico (basta leggere la Direttiva Habitat all’art. 6 c.4).

Per finire, per quanto riguarda i lavori sugli immobili pubblici, vi consigliamo di ritirare in autotutela la Delibera di Giunta n. 159 del 22 aprile del 2016.

Sperando che finisca questa storia del Gran Sasso protagonista solo nelle vicinanze di una campagna elettorale, vi diciamo che siamo sempre a disposizione.

#SaveGranSasso

L’Abruzzo montano a macchia di leopardo

Foto 3

Escono i primi dati consuntivi della stagione invernale 2018 e dell’intero 2017.

Crescita confermata ovunque sull’arco alpino, il record sicuramente al Trentino (dati Ispat).
Ed ora è corsa agli investimenti per accaparrarsi il mercato estivo (e noi?).

Tutto ampiamente in linea con le previsioni e le tendenze tracciate da “Skipass Panorama Turismo, Modena Fiere – Jfc” nell’osservatorio sul turismo montano pubblicato nell’autunno del 2017 (foto 1).

Foto 1

Bene sicuramente anche l’Abruzzo montano, ma con risultati a macchia di leopardo, tanta strada ancora da fare e con la zavorra dei dati ufficiali ancora “segretati“.

Foto 2

Dati invece analizzati e pubblicati da Bankitalia in occasione della 18a Conferenza “L’Italia e il turismo internazionale” tenutasi a Venezia il 10 maggio scorso.
Dalla sintesi pubblicata dal Ciset (foto 2) sul 2017 emerge esattamente quanto pensiamo e condividiamo da tempo: il turismo di montagna è un motore pazzesco per le economie e per le comunità locali , mentre il Pil nazionale cresce del 1,5% questo settore è cresciuto del 23% nel 2017 (14 volte il pil, 2 volte quello balneare, 2 volte quello culturale, 23 volte quello verde e attivo).

Con il boom del primo trimestre 2018, l’anno in corso confermerà sicuramente tale crescita.

Se aggiungiamo a tale fenomeno il ritardo accumulato dall’Abruzzo rispetto al resto d’Italia (foto 3), testimonianza di una potenzialità ancora inespressa principalmente a causa degli esigui investimenti e di visioni completamente sbagliate, la crescita della “spesa totale dei turisti” per la nostra regione nei prossimi anni potrebbe essere anche doppia.

Ma sarà fondamentale l’adeguamento delle amministrazioni locali a tali trend.

Troppo tempo è stato sprecato fino ad oggi senza fare nulla e se continuiamo con questi ritmi rischiamo di rimanere seduti davanti alla finestra.

Scommetterci qualche soldino, in termini di investimenti infrastrutturali, rivedendo alcune strategie e soprattutto alcuni atteggiamenti mentali, può far bene a tutti.

#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

Fake News sul Piano del Parco

Ci sorprendono, non poco, le parole del Presidente del PNGSML comparse sul quotidiano “Il Centro” del 7 maggio 2018, in risposta al Consigliere Daniele Ferella promotore di una Commissione ad hoc sul futuro degli impianti di risalita del Gran Sasso.

Delle risposte molto vaghe che lasciano aperti dubbi  di dimensioni pari all’intero Massiccio sul quale è preposto a relazionare.

Come si può asserire che sono in corso ancora delle verifiche sulle progettazioni quando sono trascorsi ormai 15 anni dall’approvazione del Piano Speciale Territoriale Scindarella-Montecristo e quasi due anni dall’inoltro degli elaborati e dalla richiesta del CTGS sulla fattibilità degli impianti previsti nel Piano d’Area e nel Piano Industriale? (Nota risalente al 7 ottobre 2016).

Non sono bastati, forse, tutti questi anni per capire se il Piano d’Area sia realizzabile oppure no?

E soprattutto perché, il Presidente, fa riferimento al grande obiettivo raggiunto con l’approvazione del Piano Del Parco salvo poi citare l’intesa con 40 comuni su 44 confermando che il cammino non è ancora terminato?

Considerato che la chiarezza, la trasparenza e la sincerità non fanno parte della storia del nostro Comprensorio, è doveroso da parte del collettivo #SaveGranSasso fare chiarezza sull’intera vicenda:

  • Il Piano del Parco è stato approvato soltanto dalla Regione Abruzzo nel giugno 2017, in pieno svolgimento della campagna elettorale per le passate comunali;
  • Mancano ancora all’appello la Regione Marche e la Regione Umbria senza le quali il Piano del Parco non potrà essere operativo secondo quanto previsto dalla Legge 6 dicembre 1991, n. 394 art. 12 c. 8 – Legge quadro sulle aree protette;
  • Stando così le cose restano in vigore a tutt’oggi le norme di salvaguardia, previste dalla legge di cui sopra, che non permettono la realizzazione delle opere previste dal Piano Speciale Territoriale.
  • Quand’anche le suddette Regioni finalmente aderiranno a questo fondamentale strumento di pianificazione ambientale e urbanistica, ci saranno le stringenti normative europee, SIC e ZPS, a bloccare ….

Insomma, come al solito, l’Ente Parco per mezzo delle dichiarazioni del Presidente ha scelto di giocare a “nascondino”, imboccando una pericolosissima strada lunga e tortuosa deludendo amaramente le popolazioni che da decenni attendono un minimo cenno di cambiamento.

Trovare il coraggio politico e amministrativo non è cosa semplice, ma arrampicarsi sugli specchi con delle mezze verità molto simili a delle bugie è peggio, soprattutto quando si parla del futuro di un enorme territorio alle prese con il fenomeno dello spopolamento e con la totale assenza di posti di lavoro per i giovani.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

 

La Montagna Come Unico Prodotto

di Fausto Tatone

L’errore più grande: considerare la Montagna come due prodotti differenti.

Giorni fa in occasione di un convegno promosso da un Parco abruzzese dal titolo molto alternativo “l’altra neve” mi sono ritrovato gli organizzatori alla base degli impianti di risalita per chiedermi collaborazione. Nel giro di qualche minuto, cosciente della stupidaggine che stavano facendo ma armato da una grande voglia di promuovere la montagna , ho promesso loro una pista battuta dove fare fondo, un percorso per ciaspole a bordo delle piste e il campo Artva per effettuare un’esercitazione per tutti i partecipanti, chiaramente coadiuvati dal Soccorso Alpino e Speleologico invitato alla manifestazione.

Il giorno seguente è arrivato solo un autobus, pieno di ragazzi e ragazze non so di quale scuola di istruzione, con le facce tristi, grigie, come se stessero per subire una violenza. Nessun turista, nessun partecipante spontaneo….solo la scolaresca .

Un gruppetto molto esiguo si è messo a fare fondo, in compagnia di un maestro abilitato, mentre il gruppo piu numeroso è partito alla volta dei campi da sci munito di ciaspole ai piedi.
Chi fosse l’accompagnatore non l’ho ben capito, quello che però sapevo è che in zona non c’era neanche una Guida Alpina (unici abilitati ad accompagnare su terreno innevato i cd ciaspolatori).

Nessuno si è fermato al bar, men che meno al ristorante o alla biglietteria, poi l’autobus è ripartito.

Alla fine della giornata sono andati tutti al convegno, hanno mangiato il ricco buffet offerto, poi i pochi rimasti, la scolaresca si è allontanata per non annoiarsi con le solite chiacchiere dei grandi, hanno cominciato a parlare di come sono inutili e desuete le stazioni sciistiche, gli impianti di risalita e le infrastrutture in montagna.

Io non risultavo tra gli invitati, non c’ero e non ci tenevo assolutamente ad essere presente, sono passato al volo per incontrare una persona poi sono uscito di corsa , viste anche le espressioni dei volti che hanno incrociato il mio sguardo.

Sono tornato al lavoro, erano le 18, per preparare un week end molto impegnativo dove abbiamo accolto più di 2000 persone nella nostra minuscola stazione, abbiamo fatto lavorare piu di 50 persone e con l’indotto avremo superato abbondantemente il mezzo milione di euro …

Non mi sono offeso per le parole dette, ho solo sorriso, poi la sera prima di crollare mi sono concesso una riflessione: tutta brava gente, lo fanno perché ci credono e per questo solo tanta stima, ma o sono scollegati dalla realtà o stanno difendendo un giardinetto di Bonsai.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

Siamo Tutti Sfigati

 

Ci premeva particolarmente non lasciar passare inosservate determinate affermazioni, abbastanza vergognose, nei confronti di quello che, storicamente, hanno rappresentato, per decenni, gli impianti di Campo Imperatore.

Affermazioni inserite nel contesto di un evento dove lo sport principale è stato il lancio di palate di sterco sugli impianti di risalita, sulle economie derivanti dall’indotto per le quali altre stazioni limitrofe investono risorse e, indistintamente, sui relativi fruitori.

Una sorta di razzismo ambientalista da strapazzo, di una preoccupante e ideologica miopia proveniente proprio da loro che vengono ritenuti, da molti, dei visionari ma che, dati alla mano, collezionano più fallimenti che successi.

Un attacco frontale agli impianti di risalita che renderebbero fruibile la montagna a 360 gradi anche per attività estive, anche per molte delle discipline sportive che intendevano contrapporre allo sci da discesa considerato che con gli impianti si può fare qualsiasi tipo di turismo, quello da loro spinto compreso, viceversa, invece, sarebbe impossibile.

Quello che, però, fa davvero rabbia è che, anche dai nostri rappresentanti, alcuni di questi soggetti godono di particolari attenzioni interlocutorie su questioni che dovrebbero essere già assodate e che, invece, sembrano essere oggetto di ridiscussione.

Come scritto in altra occasione, quì nessuno ha l’anello al naso e, se si ha intenzione di abbandonare un progetto, ampiamente sposato in precedenza, poiché troppo spinoso da realizzare, ci si prepari a una guerra senza sconti per nessuno.

#SaveGranSasso #ProgettoMontagna #SiamoTuttiSfigati