La Nostra Risposta Al Ministero

Come al solito si fa cattiva informazione ed i delegati al rispetto della natura preferiscono fare dei gran minestroni per confondere e minacciare velatamente la popolazione, la quale si è espressa del tutto legittimamente attraverso lo strumento della Partecipazione Popolare (vedi Petizione).

Cominciamo col dire che il Ministero dell’Ambiente, dichiara una semplice e ovvia osservazione, mentre tutto il resto viene aggiunto dalle dichiarazioni del presidente di Italia Nostra dell’Aquila che forse non ha ben capito i passaggi di una petizione popolare e l’applicabilità di una norma dell’Unione Europea.

Distinguiamo le tre parti salienti della discussione/comunicazione pubblicata ieri sui media:

La prima. Il Ministero, leggendo la segnalazione di un esponente ambientalista ma non la delibera di Giunta Comunale, cita l’art. 6 par. 2 della Direttiva Habitat in cui si prevede, per le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), di adottare le opportune misure per evitare il degrado degli Habitat e delle Specie. Al riguardo, ricordiamo al Dirigente Ministeriale ed al solerte segnalatore, che i siti di cui stiamo parlando non sono ancora stati individuati come ZSC e sono inoltre inseriti nel Piano del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga non ancora approvato dal MINISTERO. Quindi non vediamo assolutamente la possibilità di un qualsiasi contenzioso comunitario relativo dall’art. 6.2 citato dal Ministero stesso.

La seconda. Il Comune dell’Aquila con la “Delibera di Giunta N. 374 del 20/09/2018 – Petizioni Associazione Culturale Di Promozione Della Montagna “Progetto Montagna” – Art. 7 Comma 1 Dello Statuto Del Comune Dell’Aquila E Art. 11 Comma 4 Del Regolamento Sugli Istituti Di Partecipazione– Adozione Motivata Decisione, non fa altro che riconoscere la Petizione come strumento di Partecipazione previsto dal proprio Regolamento. Dopo aver controllato le firme e reso ammissibile il quesito ed il relativo risultato, lo inoltra semplicemente all’Ente competente, la Regione Abruzzo. Quindi non trattasi di decisione esecutiva ma di semplice presa d’atto con motivazione e comunicazione. Anche in questo caso non vediamo nessuna infrazione comunitaria all’orizzonte.

La terza. Il pastrocchio di Italia Nostra, che nelle dichiarazioni del presidente aquilano invece di placare gli animi per giungere ad una soluzione utile sia alla natura che alla popolazione, preferisce usare l’arma del ricatto ed il solito spauracchio dell’Europa. In particolare, è completamente falsa l’eventualità che si possano perdere finanziamenti per agricoltori ed allevatori, sia perché non ne hanno beneficiato sino ad oggi, sia perché un eventuale accoglimento della nostra proposta di cui sopra, aumenterebbe considerevolmente i fondi a disposizione per le attività rurali.

Come è assolutamente falso che nessuno studioso abbia sottoscritto e svolto un corposo studio scientifico, infatti tale studio esiste e dimostra quanto sosteniamo da anni.

Inoltre, l’espressione “modo carbonaro” utilizzato da Italia Nostra nel proprio comunicato, a noi ricorda sicuramente il metodo usato da una “misteriosa manina” in occasione dell’individuazione delle zone SIC e ZPS (trasgredendo l’art. 2 par. 3 della Direttiva Habitat).

Speriamo con questa nota di aver chiarito, una volta per tutte, i passaggi svolti in osservanza delle Direttive Europee già adottate da numerose Regioni Italiane e dell’Unione Europea, in merito alla rivisitazione dei siti di Natura 2000 e delle Aree Protette.

Invitiamo piuttosto Italia Nostra e le altre associazioni ambientaliste a rendersi partecipi nella creazione di nuovi servizi e posti di lavoro sulla nostra amata montagna, servizi che tutto il mondo ci sta chiedendo.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

 

Le nostre linee programmatiche

Il comunicato di FederTurismo di 3 giorni fa ci rincuora.

E’ noto a tutti infatti che il nostro Gruppo si sia sempre battuto per ottenere infrastrutture adeguate al Turismo Sportivo, ma forse fino ad oggi erano ancora pochi quelli che ne conoscevano veramente le potenzialità, amministratori compresi.

Ora se n’è accorta anche Confindustria.

Un turismo sano, da vivere all’area aperta e soprattutto in tutte le stagioni (destagionalizzazione), anche quando il mare e la montagna non hanno poi tanto da offrire in termini meteorologici.

Secondo noi il nostro territorio ha delle peculiarità uniche per chi ama gli sport outdoor, ma malgrado tutti ne parlino sono ancora poche le iniziative e le necessarie infrastrutture ad essere presenti.

Ricordiamo:

– La grande occasione dei Progetti C.A.S.E. di Assergi e Camarda , riqualificabili con piccoli investimenti in Villaggi Sportivi per squadre, club, parrocchie, colonie, convegni, ritiri etc. con annesse strutture indoor (palestre-piscine etc).

– La disponibilità di alcuni fondi pubblici per riattivare Monte Cristo e Fossa di Paganica, vere mecche per ciclisti, trekkers, bambini, anziani e disabili, ma sopratutto in grado di decongestionare le alte cime che stanno soffrendo un carico di presenze esagerato.

– Sempre con alcuni Fondi disponibili, dopo le ferrate, bisognerebbe ritracciare e ripulire i sentieri di media montagna, quelli più importanti, quelli che permetterebbero a CHIUNQUE di godere dei nostri panorami mozzafiato e non soltanto , come avviene oggi, ad esclusivo uso e consumo degli alpinisti ironman. Fare delle ciclabili in grado di connettere i borghi.

– E poi l’abbattimento delle barriere architettoniche , il riordino dei flussi di traffico in località Fonte Cerreto, Campo Imperatore e Fonte Vetica. Le aree di sosta attrezzate per Camper (con fosse biologiche), il collegamento con i Borghi che malgrado distino qualche km dalla montagna in alcune stagioni sono eccessivamente isolati.

– La creazione di alternative a luoghi troppo sfruttati, cominciando da Fonte Vetica, dove c’è un rifugio in meno, mentre altri sono nascosti ed abbandonati lontani dai tour trafficati.

– La ricostruzione post terremoto di Assergi , Camarda, Arischia, Aragno, Collebrincioni etc. per noi da considerare prioritari per la nascita di B&B e affini in grado di raddoppiare o quasi gli attuali posti letto, assolutamente insufficienti specialmente in alta stagione.

– Riattivare i programmi scolastici anche in autunno e primavera per avvicinare gli studenti , con costi bassissimi, alle attività outdoor.

– L’ottimizzazione delle Aree Protette chiarendo una volta per tutte cosa si può fare cosa no e sopratutto presidiando il territorio con richiami, multe e sanzioni a chi frequentandolo solo per qualche ora ci lascia immondizia e danni ambientali.

Potremmo continuare per ore e ore…. anche con il vostro aiuto, ad elencare cosa si può fare, quanti posti di lavoro, quanti giovamenti per le nostre popolazioni possono essere creati con un’azione forte e mirata.

Contenuti ampiamente snocciolati nella nostra “Carta del Gran Sasso” consultabile sul nostro sito.

Non basterà un Hotel 5 stelle lusso al rilancio dei territori del Gran Sasso, senza adeguati investimenti, piani industriali di sviluppo e sinergie tra operatori rischierà di essere solo l’ennesima cattedrale nel deserto.

#SaveGranSasso

Progetto Montagna

 

Una Data Storica Per L’Aquila

Oggi, 20 settembre 2018, è una data storica per la città dell’Aquila ed il suo territorio.

A quasi due anni dall’inizio della raccolta firme, la Giunta Comunale ha approvato il testo e le richieste delle due Petizioni Popolari sottoscritte e recanti in calce ben 11.200 firme di cittadini residenti nel Comune.

La Giunta, con il suo voto, ha sancito, ai sensi dello Statuto e del Regolamento sugli Istituti di Partecipazione, la conclusione del più grande iter democratico e partecipativo messo in atto nel Comune Capoluogo di Regione.

Progetto Montagna #SaveGranSasso con i suoi sostenitori, hanno dato vita al più grande movimento di opinione e sensibilizzazione su temi delicati ed attuali, ai più sconosciuti, ma importantissimi per il futuro turistico ed economico della città.

Ha fornito documentazione, studi scientifici e proposte concrete sulla gestione e la rimodulazione dei vincoli delle Direttive Natura 2000, proponendo le basi per uno sviluppo compatibile sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico.

Sinceramente questo è il più grande risultato che noi tutti speravamo di ottenere e che probabilmente abbiamo raggiunto.

Ringraziamo con affetto e gratitudine tutti i sottoscrittori delle 11.115 firme, i volontari dei banchetti che hanno girato tutto il territorio comunale, i Consiglieri Comunali che hanno vidimato e validato le sottoscrizioni, le ASBUC di Assergi, Arischia, Aragno, Camarda e Filetto, la stampa che ci ha seguito con attenzione ed a volte ci ha anche sopportato.

Un ultimo ringraziamento, e non per importanza, va alla Giunta Comunale che ha creduto in questo movimento ed ha rispettato la volontà dei propri cittadini.

Adesso la palla sul percorso amministrativo da seguire, indicato peraltro dai testi delle due petizioni, passa ai rappresentanti del Comune dell’Aquila ed al Presidente della Regione Abruzzo.

BUON LAVORO E FORZA GRAN SASSO !!!!!!

Progetto Montagna

#SaveGranSasso

Olimpiadi ed Elezioni

Queste brevi precisazioni, senza voler fare né polemica strumentale né politica, sperando tanto che nessuno si alteri facendo scattare l’apparato endocrino.

Cominciamo con la proposta di candidatura Olimpica.

Da quello che abbiamo letto, speriamo sinceramente che l’Onorevole Martino abbia fatto questo per “l’amore” che ha nei confronti del Gran Sasso e per “pubblicizzare la nostra montagna“.

Ci permettiamo di dire solo che nel nostro ambiente queste “sparate” sono accolte con tutt’altro spirito (ilarità ???) e che ci aspettiamo, da un imprenditore come l’Onorevole, altre cose dal punto di vista del Marketing territoriale.

Dal punto di vista tecnico le diciamo:

  • per la realizzazione delle strutture c’è tutto il tempo (2026), ma sapete quante ne sono e quanto costano ? Breve elenco (forse manca qualcosa) di Torino 2006:
    Villaggio Olimpico (145 ml nel 2006), Palaghiaccio per Hockey, Stadio per il pattinaggio artistico, Stadio per il Pattinaggio di velocità, Stadio del Fondo, di Slalom, del bob e slittino, del Freestyle, ecc………
  • Requisiti per lo svolgimento delle gare solo dello sci alpino maschile (FIS – International Ski Rules):
    Discesa Libera – Dislivello di pista (min. 800 max. 1.100 mt);
    SlalomGigante – Dislivello di pista (min. 250 max. 450 mt);
    Slalom – Dislivello di pista (min. 180 max. 220 mt);
    Super Gigante – Dislivello di pista (min. 400 max. 650 mt).

 

Di queste manifestazioni non ne possiamo fare nessuna, perchè oltre a non avere i requisiti regolamentari (dislivello), pecchiamo anche nei requisiti intrinseci delle piste di gara.

Le strutture si possono pure fare, ma le montagne come si fa a farle crescere?

Per quanto riguarda la risposta del Dott. De Matteis, sempre senza entrare nella polemica politica tra i due, crediamo che sia fondata e concreta.

Però vorremmo soffermarci su un aspetto dell’ intervista rilasciata dal Consigliere: I presunti fondi che si sbloccherebbero dopo l’approvazione del Piano del Parco quali sarebbero? Quelli dei Fondi CIPE 135/2012?

Circa sei milioni (il rimanente dei famosi 13.400 ml) li abbiamo ancora in cassa (se ancora ci sono….) e dovrebbero essere a disposizione.

Per fare la ristrutturazione dell’Albergo di Campo Imperatore (sta cadendo a pezzi), dell’Hotel Cristallo, del Rifugio Fontari, del Rifugio Montecristo la rassicuriamo, non ci vuole nessuna approvazione del Piano del Parco.

Per quanto riguarda i sottoservizi, abbiamo 1.200 ml. da quattro anni ed ancora non si vede uno straccio di progetto.

Per le Opere di Protezione Attiva e Passiva dalle Valanghe (vedi CPLV della Regione Abruzzo), cosa stiamo facendo ?

Per fare tutte queste opere serve una semplice VINCA perchè sono opere che vanno a salvaguardare la salute dell’uomo e sono indispensabili per il Comprensorio Turistico (basta leggere la Direttiva Habitat all’art. 6 c.4).

Per finire, per quanto riguarda i lavori sugli immobili pubblici, vi consigliamo di ritirare in autotutela la Delibera di Giunta n. 159 del 22 aprile del 2016.

Sperando che finisca questa storia del Gran Sasso protagonista solo nelle vicinanze di una campagna elettorale, vi diciamo che siamo sempre a disposizione.

#SaveGranSasso

L’Abruzzo montano a macchia di leopardo

Foto 3

Escono i primi dati consuntivi della stagione invernale 2018 e dell’intero 2017.

Crescita confermata ovunque sull’arco alpino, il record sicuramente al Trentino (dati Ispat).
Ed ora è corsa agli investimenti per accaparrarsi il mercato estivo (e noi?).

Tutto ampiamente in linea con le previsioni e le tendenze tracciate da “Skipass Panorama Turismo, Modena Fiere – Jfc” nell’osservatorio sul turismo montano pubblicato nell’autunno del 2017 (foto 1).

Foto 1

Bene sicuramente anche l’Abruzzo montano, ma con risultati a macchia di leopardo, tanta strada ancora da fare e con la zavorra dei dati ufficiali ancora “segretati“.

Foto 2

Dati invece analizzati e pubblicati da Bankitalia in occasione della 18a Conferenza “L’Italia e il turismo internazionale” tenutasi a Venezia il 10 maggio scorso.
Dalla sintesi pubblicata dal Ciset (foto 2) sul 2017 emerge esattamente quanto pensiamo e condividiamo da tempo: il turismo di montagna è un motore pazzesco per le economie e per le comunità locali , mentre il Pil nazionale cresce del 1,5% questo settore è cresciuto del 23% nel 2017 (14 volte il pil, 2 volte quello balneare, 2 volte quello culturale, 23 volte quello verde e attivo).

Con il boom del primo trimestre 2018, l’anno in corso confermerà sicuramente tale crescita.

Se aggiungiamo a tale fenomeno il ritardo accumulato dall’Abruzzo rispetto al resto d’Italia (foto 3), testimonianza di una potenzialità ancora inespressa principalmente a causa degli esigui investimenti e di visioni completamente sbagliate, la crescita della “spesa totale dei turisti” per la nostra regione nei prossimi anni potrebbe essere anche doppia.

Ma sarà fondamentale l’adeguamento delle amministrazioni locali a tali trend.

Troppo tempo è stato sprecato fino ad oggi senza fare nulla e se continuiamo con questi ritmi rischiamo di rimanere seduti davanti alla finestra.

Scommetterci qualche soldino, in termini di investimenti infrastrutturali, rivedendo alcune strategie e soprattutto alcuni atteggiamenti mentali, può far bene a tutti.

#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

Fake News sul Piano del Parco

Ci sorprendono, non poco, le parole del Presidente del PNGSML comparse sul quotidiano “Il Centro” del 7 maggio 2018, in risposta al Consigliere Daniele Ferella promotore di una Commissione ad hoc sul futuro degli impianti di risalita del Gran Sasso.

Delle risposte molto vaghe che lasciano aperti dubbi  di dimensioni pari all’intero Massiccio sul quale è preposto a relazionare.

Come si può asserire che sono in corso ancora delle verifiche sulle progettazioni quando sono trascorsi ormai 15 anni dall’approvazione del Piano Speciale Territoriale Scindarella-Montecristo e quasi due anni dall’inoltro degli elaborati e dalla richiesta del CTGS sulla fattibilità degli impianti previsti nel Piano d’Area e nel Piano Industriale? (Nota risalente al 7 ottobre 2016).

Non sono bastati, forse, tutti questi anni per capire se il Piano d’Area sia realizzabile oppure no?

E soprattutto perché, il Presidente, fa riferimento al grande obiettivo raggiunto con l’approvazione del Piano Del Parco salvo poi citare l’intesa con 40 comuni su 44 confermando che il cammino non è ancora terminato?

Considerato che la chiarezza, la trasparenza e la sincerità non fanno parte della storia del nostro Comprensorio, è doveroso da parte del collettivo #SaveGranSasso fare chiarezza sull’intera vicenda:

  • Il Piano del Parco è stato approvato soltanto dalla Regione Abruzzo nel giugno 2017, in pieno svolgimento della campagna elettorale per le passate comunali;
  • Mancano ancora all’appello la Regione Marche e la Regione Umbria senza le quali il Piano del Parco non potrà essere operativo secondo quanto previsto dalla Legge 6 dicembre 1991, n. 394 art. 12 c. 8 – Legge quadro sulle aree protette;
  • Stando così le cose restano in vigore a tutt’oggi le norme di salvaguardia, previste dalla legge di cui sopra, che non permettono la realizzazione delle opere previste dal Piano Speciale Territoriale.
  • Quand’anche le suddette Regioni finalmente aderiranno a questo fondamentale strumento di pianificazione ambientale e urbanistica, ci saranno le stringenti normative europee, SIC e ZPS, a bloccare ….

Insomma, come al solito, l’Ente Parco per mezzo delle dichiarazioni del Presidente ha scelto di giocare a “nascondino”, imboccando una pericolosissima strada lunga e tortuosa deludendo amaramente le popolazioni che da decenni attendono un minimo cenno di cambiamento.

Trovare il coraggio politico e amministrativo non è cosa semplice, ma arrampicarsi sugli specchi con delle mezze verità molto simili a delle bugie è peggio, soprattutto quando si parla del futuro di un enorme territorio alle prese con il fenomeno dello spopolamento e con la totale assenza di posti di lavoro per i giovani.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

 

La Montagna Come Unico Prodotto

di Fausto Tatone

L’errore più grande: considerare la Montagna come due prodotti differenti.

Giorni fa in occasione di un convegno promosso da un Parco abruzzese dal titolo molto alternativo “l’altra neve” mi sono ritrovato gli organizzatori alla base degli impianti di risalita per chiedermi collaborazione. Nel giro di qualche minuto, cosciente della stupidaggine che stavano facendo ma armato da una grande voglia di promuovere la montagna , ho promesso loro una pista battuta dove fare fondo, un percorso per ciaspole a bordo delle piste e il campo Artva per effettuare un’esercitazione per tutti i partecipanti, chiaramente coadiuvati dal Soccorso Alpino e Speleologico invitato alla manifestazione.

Il giorno seguente è arrivato solo un autobus, pieno di ragazzi e ragazze non so di quale scuola di istruzione, con le facce tristi, grigie, come se stessero per subire una violenza. Nessun turista, nessun partecipante spontaneo….solo la scolaresca .

Un gruppetto molto esiguo si è messo a fare fondo, in compagnia di un maestro abilitato, mentre il gruppo piu numeroso è partito alla volta dei campi da sci munito di ciaspole ai piedi.
Chi fosse l’accompagnatore non l’ho ben capito, quello che però sapevo è che in zona non c’era neanche una Guida Alpina (unici abilitati ad accompagnare su terreno innevato i cd ciaspolatori).

Nessuno si è fermato al bar, men che meno al ristorante o alla biglietteria, poi l’autobus è ripartito.

Alla fine della giornata sono andati tutti al convegno, hanno mangiato il ricco buffet offerto, poi i pochi rimasti, la scolaresca si è allontanata per non annoiarsi con le solite chiacchiere dei grandi, hanno cominciato a parlare di come sono inutili e desuete le stazioni sciistiche, gli impianti di risalita e le infrastrutture in montagna.

Io non risultavo tra gli invitati, non c’ero e non ci tenevo assolutamente ad essere presente, sono passato al volo per incontrare una persona poi sono uscito di corsa , viste anche le espressioni dei volti che hanno incrociato il mio sguardo.

Sono tornato al lavoro, erano le 18, per preparare un week end molto impegnativo dove abbiamo accolto più di 2000 persone nella nostra minuscola stazione, abbiamo fatto lavorare piu di 50 persone e con l’indotto avremo superato abbondantemente il mezzo milione di euro …

Non mi sono offeso per le parole dette, ho solo sorriso, poi la sera prima di crollare mi sono concesso una riflessione: tutta brava gente, lo fanno perché ci credono e per questo solo tanta stima, ma o sono scollegati dalla realtà o stanno difendendo un giardinetto di Bonsai.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

Siamo Tutti Sfigati

 

Ci premeva particolarmente non lasciar passare inosservate determinate affermazioni, abbastanza vergognose, nei confronti di quello che, storicamente, hanno rappresentato, per decenni, gli impianti di Campo Imperatore.

Affermazioni inserite nel contesto di un evento dove lo sport principale è stato il lancio di palate di sterco sugli impianti di risalita, sulle economie derivanti dall’indotto per le quali altre stazioni limitrofe investono risorse e, indistintamente, sui relativi fruitori.

Una sorta di razzismo ambientalista da strapazzo, di una preoccupante e ideologica miopia proveniente proprio da loro che vengono ritenuti, da molti, dei visionari ma che, dati alla mano, collezionano più fallimenti che successi.

Un attacco frontale agli impianti di risalita che renderebbero fruibile la montagna a 360 gradi anche per attività estive, anche per molte delle discipline sportive che intendevano contrapporre allo sci da discesa considerato che con gli impianti si può fare qualsiasi tipo di turismo, quello da loro spinto compreso, viceversa, invece, sarebbe impossibile.

Quello che, però, fa davvero rabbia è che, anche dai nostri rappresentanti, alcuni di questi soggetti godono di particolari attenzioni interlocutorie su questioni che dovrebbero essere già assodate e che, invece, sembrano essere oggetto di ridiscussione.

Come scritto in altra occasione, quì nessuno ha l’anello al naso e, se si ha intenzione di abbandonare un progetto, ampiamente sposato in precedenza, poiché troppo spinoso da realizzare, ci si prepari a una guerra senza sconti per nessuno.

#SaveGranSasso #ProgettoMontagna #SiamoTuttiSfigati

Analisi Di Un Fallimento

Nei giorni in cui si apprende, da uno studio sul turismo di Confesercenti Abruzzo, che la provincia di L’Aquila ha una flessione del 42,2% in negativo, il peggior dato tra i capoluoghi abruzzesi, ci imbattiamo in un’analisi sulla qualità delle strutture ricettive e sulla spesa “turistica” nei Parchi Nazionali Italiani di nome “E-Data Flash #2.2017” redatta, a Teramo, da una società Spin-Off della relativa Università.

Per Spin-Off accademico si intende una società finalizzata all’utilizzazione economica dei risultati della ricerca universitaria, a favore della quale l’Università autorizza la partecipazione del proprio personale di ruolo e non di ruolo, anche all’atto della costituzione ed, inoltre, rende disponibili alcuni servizi per facilitarne l’avvio e il primo sviluppo.

Non sappiamo chi abbia commissionato questo studio, anche se una mezza idea ce la siamo fatta, ma dai risultati scaturiti vengono forti dubbi. Infatti, nonostante sia stato pubblicato il 3 novembre, ad oggi nessuno lo ha ancora divulgato.

Nessun problema, ci pensiamo noi analizzandolo.

Come già successe nel 2014 con la pubblicazione di “l’economia reale nei parchi nazionali” edita da MinAmbiente e UnionCamere, all’interno troviamo dei titoli che descrivono una situazione fantastica, mentre i numeri sono un fallimento totale.

Fortunatamente, a differenza dello studio del 2014 composto da 251 pagine zeppe di dati, questo del 2017 ne contiene solo 7.

Forse per questo gli pseudo-ambientalisti non ne stanno parlando. Si perché quelle 251 pagine, anche di non semplice comprensione, le avremmo lette in 10 in tutta Italia e non fu difficile, per gli esperti della disinformazione, mistificare la realtà con titoli ad effetto del tipo “il successo economico delle aree protette” e similiari, quando, invece, la reale situazione racconta esattamente il contrario.

Ma, entrando nel merito, cosa dice questa recente, complicatissima , sudatissima, ricerca di E-Data ?

La qualità MEDIA delle strutture ricettive ALBERGHIERE presenti all’interno dei 25 parchi nazionali è salita a 3,2 stelle , ma la media nazionale è a 3,3.” (pag6)

Un dato di dubbia importanza e anche deludente, visto che la media nazionale fa meglio. Ma proseguiamo.

Tre parchi spiccano su tutti: Gargano, Cilento, Arcipelago Toscano. POI SI SPECIFICA : “… emergendo in modo accentuato in alcune realtà in cui la dimensione naturalistica si associa a una “turisticità intrinseca

In parole semplici: lì ci sono il mare, le spiagge, le attrezzature, gli ombrelloni, i grandi alberghi e i bagnini; forse non è proprio merito dei Parchi se l’economia prodotta è fiorente.

Segue, a pag.2, l’elenco delle località che non evocano proprio il sapore della natura, piuttosto un’antichissima tradizione balneare. Insomma lì i Parchi non hanno fatto proprio nulla per favorire il turismo in quanto già abbondantemente presente prima della nascita.

Un altro fallimento.

Andiamo avanti, a pag. 4: “La quota di spesa turistica attratta dai Parchi è del 6,2% rispetto al resto del paese….mentre la quota dei posti letto è del 7,7%

Altro fallimento, rispetto alla media nazionale, che, per deduzione, produce il 93,8% della spesa con il 92,3% dei posti letto, capito la differenza?

Il 6,2% è già un dato più che deludente ma se togliamo i BIG THREE dal totale, cioè le zone che da sempre campano con il becero turismo BALNEARE, la quota della spesa turistica nei Parchi Nazionali italiani scende a circa il 3%.

Una catastrofe. Ma non è finita:

nella seconda pagina, in basso a destra, compare un grafico che mette in relazione il numero dei posti letto con la dimensione (superficie) dei Parchi dove sono presenti. Ne viene fuori che i primi quattro, Gargano, Cilento, Arc. Toscano e Stelvio hanno un elevato numero di posti letto rispetto alla propria dimensione, soprattutto nel caso dell’Arcipelago Toscano. E il nostro PNGSML? Tra i peggiori. Avendo la stessa superficie, ad esempio, del Parco del Cilento ha un decimo dei suoi posti letto. Un disastro.

In ultima analisi: a pagina 5, informazioni utili, troviamo una breve relazione sui metodi utilizzati per la “perimetrazione” delle aree protette in Italia.

Saremo sinceri, l’abbiamo riletta centinaia di volte ma nessuno di noi l’ha capita, motivo per cui, sperando che menti più eccelse delle nostre abbiano miglior successo, la riportiamo integralmente:

Sebbene le aree corrispondenti ai territori dei parchi nazionali seguano logiche di carattere non amministrativo ma collegate al peculiare valore dei territori sotto vari punti di vista che li contraddistinguono e ne fanno luoghi di interesse specifico per valori naturalistici, scientifici, culturali, ecc., per i 25 parchi nazionali riconosciuti nel nostro Paese esiste una perimetrazione che esplicita i territori dei comuni compresi all’interno di queste aree

Chiarissimo no?

Conclusione:
Questo studio non l’abbiamo commissionato noi!

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

In Risposta All’Ex-Consigliere Perilli

 

FOTO 1 – Procedura di VIA presso la Regione Abruzzo

Finalmente, a distanza di due anni, grazie all’intervento del “Conservatorista” Enrico Perilli che, da ex consigliere comunale ed ex presidente della commissione territorio, va al contrattacco sulla questione Fontari, si scoprono gli altarini che si celano dietro la mancata realizzazione della nuova seggiovia Fontari (percorso spostato) funzionale, per non essere troppo di parte, almeno alla questione vento.

 

Infatti la decisione di abbandonare il progetto del nuovo percorso e ritirarlo in sede di Comitato VIA Regione Abruzzo del 3 dicembre 2015 Giudizio 2588  (FOTO 2,3 e 4 ) è dovuta solamente ed esclusivamente ad una questione politica.

 

Con l’unico scopo di sorreggere l’allora traballante maggioranza al comune dell’Aquila si arrivò all’accordo con le associazioni ambientaliste ed il Conservatorista Perilli, per abbandonare il progetto nonostante avesse la Valutazione d’Incidenza Ambientale favorevole redatta dall’Ente Amministrativo competente e cioè il Comune dell’Aquila (Det. Dir. 136 del 24 luglio 2015 e nota esplicativa n. 88317 del 5 ottobre 2015) (FOTO 4 e 5). Anche qui, per maggiore chiarezza, alleghiamo lo stralcio dei riferimenti amministrativi e dell’osservazione fatta, a termini scaduti, dal Conservatorista Perilli.

 

Rientrava nell’accordo, probabilmente, anche l’affondamento dei quesiti referendari di modifica dei confini, poi sostituiti, con enorme successo, dalla raccolta firme per le due Petizioni del Gran Sasso.

 

E’ inutile che adesso il Conservatorista Perilli si affanni ad attribuire ad altri la colpa dei ritardi di realizzazione della Seggiovia Fontari, confondendo i fatti e le situazioni, perché tale ritardo è da imputare, senza ombre di dubbio, alla gestione del Centro Turistico del Gran Sasso che, improvvidamente, pur in possesso delle progettazioni pronte dall’autunno del 2016 (un anno dopo il Comitato VIA della Regione), ha consegnato una copia brevi mani, ai vertici del Parco Nazionale del Gran Sasso in una riunione svoltasi a Palazzo Fibbioni il giorno 14 marzo 2017 in cui erano presenti anche il Sindaco Massimo Cialente, la nostra associazione ed il rappresentante degli albergatori del Gran Sasso. (FOTO 6 e 7)

Per ultimo, ma non per importanza, concludiamo col dire che la richiesta di riattivazione della procedura di VIA presso la Regione Abruzzo (Foto 1), è stata inviata dal Centro Turistico del Gran Sasso in data 22 marzo 2017.

Saremo pure “sviluppisti”, simpatico nomignolo attribuitoci, ma noi teniamo realmente allo sviluppo economico della valle ed alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Il Gran Sasso rappresenta una grossa occasione che stiamo perdendo, per questo continueremo ad urlare malgrado lo stupore dei conservazionisti.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

FOTO 2 – Comitato VIA Regione Abruzzo

 

 

FOTO 3 – Comitato VIA Regione Abruzzo

 

FOTO 4 – Det. Dir. 136 del 24 luglio 2015 e nota esplicativa n. 88317 del 5 ottobre 2015

 

 

FOTO 5 – Det. Dir. 136 del 24 luglio 2015 e nota esplicativa n. 88317 del 5 ottobre 2015

 

 

FOTO 6 – Riunione a Palazzo Fibbioni

 

 

FOTO 7 – Riunione a Palazzo Fibbioni