Autoreferenzialità

(di Fausto Tatone)

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Sono ormai 40 anni che giro per le montagne d’Abruzzo… 25 anni che ci lavoro e un solo anno che vivo sotto la più bella che c’è.

Leggendo queste due pagine della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) dell’Ente Parco Gran Sasso M.L. viene da chiedersi se si stia parlando di qualcosa che c’è già oppure che vorrebbero ci sia.

Dove sono esattamente i servizi scritti in questa relazione?

Sembra che abbiano dimenticato che il Parco ha deliberato lo smantellamento delle attività di Accoglienza e Musei nel mesi di Maggio 2016, poco prima che finisse di essere redatta tale relazione. Per averne la conferma basta ricordare ciò che è accaduto questa estate con i punti di accoglienza completamente chiusi e lasciati all’abbandono totale.

Passiamo all’ippovia nel Parco, uno dei più grandi fallimenti dell’era moderna, che mai è riuscita a decollare; ad ascoltare appassionati e addetti del settore non ha alcun senso averla fatta così grande poichè i veri amanti del turismo a cavallo riescono a percorre solo pochi chilometri al giorno e, per la maggior parte di essi, in zone basse e a ridosso di centri abitati. Il perchè è di facile intuizione, pensate a un incontro ravvicinato tra cavallo e cinghiale o lupo, che fine farebbe il fantino?

L’endurance a cavallo comunque, è una disciplina sportiva con dei numeri microscopici ai quali l’attuale crisi economico-finanziaria ha dato la “mazzata” finale. La relazione continua parlando di conversione da ippovia a ciclovia nel 2011 ma la maggior parte dei sentieri, quelli in bassa quota ovvero i più idonei, sono completamente chiusi. La vegetazione senza manutenzione ha formato veri e propri muri oscurando totalmente anche la segnaletica già di per sè inesistente.

I noleggi di mountain bike non sono mai partiti, è stato acquistato un numero esagerato di biciclette ma giacciono ancora incellophanate dentro un magazzino. Si cita, come onorevole vessillo, il “Sentiero Italia” ma la realtà dei fatti racconta che, in almeno 6 tratti della zona aquilana, è praticamente interrotto; immaginiamo che la situazione sia la medesima anche nei tratti appartenenti agli altri Comuni.

Spiace dover essere costretto a contraddire chi ha scritto tale Valutazione, sono persone che conosco e che stimo, ma davanti a strafalcioni di tale imponenza è impossibile tacere. In maggior modo non si può rimanere in silenzio quando tali imprecisioni non possono essere contestate, quando non possono essere oggetto di osservazioni e modifiche.

La V.A.S., valutazione ambientale strategica, è un processo volto, in questo caso, a migliorare la qualità decisionale sul Piano del Parco e ha tra gli obbiettivi anche quello di migliorare l’informazione al pubblico per garantirne la partecipazione. Trascrivere in essa dati non veritieri, parziali o obsoleti vuol dire fuorviare il pubblico interessato

#SaveGranSasso attraverso l’Associazione Progetto Montagna e con l’aiuto di qualificati tecnici nelle materie ambientali e urbanistiche, ha avviato una serie di azioni volte a coinvolgere il pubblico e le Istituzioni direttamente coinvolte dall’entrata in vigore del nuovo Piano del Parco, previsto a breve, affinché si presentino, entro il 10/10/16 le osservazioni previste dalle leggi vigenti.

Ci meraviglia, ci fa male, ci lascia sbigottiti sapere che fino ad oggi nessuno l’ha fatto. Specialmente il Comune di L’Aquila e il Centro Turistico hanno la responsabilità, il dovere, l’etica e il senso civico e morale di farlo per non lasciare i nostri territori in mano a coloro i quali hanno già ampiamente dimostrato , in 25 anni, di non avere assolutamente a cuore il futuro economico e sociale della nostra valle.

Abbiamo a che fare con un’Ente completamente autoreferenziale, lontano anni luce dalla realtà che ci circonda e concentrato esclusivamente a interpretare leggi e leggine scritte su una poltrona distante migliaia di chilometri con l’unico obiettivo concreto di allontanare le popolazioni dai luoghi dove sono nati, cresciuti e dei quali sono innamorati.

Popolazioni mai prese in considerazione, che vedono la propria terra oggetto di sollazzi di turisti tedeschi, francesi e di ricconi nordeuropei che vengono per osservare quanto siamo trogloditi e, possibilmente, se ci scappa, farsi un selfie con un lupo di fianco.

Se per voi tutto ciò è normale…

(Fausto Tatone)

 

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