Non Uccidete i Popoli Di Montagna!

spopolamento

Che si debba accettare che il modello di vita imposto dalla nostra società civile negli ultimi decenni, insieme alle difficoltà economiche, possano determinare un lento spopolamento delle aree interne dell’Appennino Centrale, è nella consapevolezza dei nostri popoli di montagna.

Il fatto, però, che questo fenomeno debba essere guidato e governato da parte di chi è interessato al mantenimento delle sue comode poltrone molto più che alla cura dell’ambiente naturale, non può più passare inosservato.

Invitiamo tutti a leggere il programma del movimento europeo “Rewilding Europe” che prevede, per i nostri territori montani, l’obiettivo primario e dichiarato del loro abbandono a favore del ripristino di una naturalità dei luoghi – completamente privi di uomini – che sia a servizio dei piaceri turistici di chi, da ogni parte dell’Europa, voglia venire a visitarli.

Dietro tali politiche perfide e vigliacche si muove silenziosamente il sistema italiano dei Parchi, anch’esso preoccupato del mantenimento delle proprie posizioni di potere più che della salvaguardia del territorio.

Ne è testimonianza chiara quanto efficace il fatto che in questi giorni si stia portando alla approvazione definitiva il Piano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (che tra pochi anni sarà unito con quello dei Monti Sibillini e della Majella nonché con il Parco Regionale del Velino – Sirente) nell’assoluto disinteresse degli enti che dovrebbero avere a cuore la storia, le tradizioni e soprattutto il futuro dei nostri popoli di montagna che così poco contano in termini elettorali, ma che tanto sono determinanti per la vita di questi territori.

Questo Piano, che se approvato senza modifiche, porterà per decenni ad abbandonare ogni speranza di rilancio turistico ed economico dei nostri territori, elude qualsiasi riferimento alle forme di sviluppo turistico sostenibile, pur se già inserite all’interno di strumenti di pianificazione (regionali e comunali) vigenti, ma completamente ignorati.

Perché il Comune dell’Aquila (50% della popolazione del Parco) ed altri enti locali coinvolti in questo processo distruttivo non dicono nulla?

Dov’è la coerenza del Piano del Parco proposto con il tanto sbandierato Piano Strategico del Comune dell’Aquila?

Dov’è la coerenza con il Piano d’area del Gran Sasso Aquilano e con quelli di altre zone della Provincia di Teramo?

Dove sono i riferimenti alle necessità vere dell’agricoltura e della pastorizia nelle quali risiedono le radici della nostra storia?

Questo Piano e soprattutto le politiche regionali, nazionali ed europee che lo sostengono, se non contrastati porteranno alla distruzione delle nostre tradizioni, allo spopolamento totale dei nostri centri montani, all’abbandono del nostro territorio a vantaggio della burocrazia verde, dei ministeriali che giudicano la nostra vita in montagna guardandola in TV, di chi nelle associazioni ambientaliste tradisce i propri iscritti preoccupato del mantenimento della sua posizione più che della salvaguardia della Madre Terra e di chi, amministrando la nostra vita pubblica, sta svolgendo la propria funzione nell’ignavia e nel tradimento.

 

#SAVEGRANSASSO

#SAVEAPPENNINO

#PROGETTOMONTAGNA

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