Il Re nudo

appennino-ecosistema

Di Fausto Tatone

Leggere dalla pagina del nostro principale antagonista le stesse cose che diciamo da 18 mesi fa un certo effetto.  Anche lui, dopo aver abiurato, ha capito.

Ora rimangono solo i testoni del Comune, della Regione, del Parco e del Distretto che si ostinano a non voler capire.

L’unica soluzione, oltre a quella proposta da Appennino Ecosistema, cioè abbandonare il Piano Speciale Territoriale,  è quella di rivedere i confini delle Aree Protette. Atto lecito, previsto dalle normative e di cui già 6 parchi nazionali si sono avvalsi negli ultimi 10 anni.

Rimodulare i confini non significa restringere le aree, ma rivederle usando dei CRITERI, previsti dalle direttive VIGENTI, che OBBLIGANO gli Enti competenti a declassare le zone protette dove la situazione ecologica è compromessa (vedi Montecristo e Fossa di Paganica) inserendovi quei settori, ad alto valore naturalistico, che ne sono rimasti fuori.

Insomma un’azione che anche l’Europa prevede e pretende, SE IL PROPRIETARIO (CTGS) NE FA ESPRESSA RICHIESTA.  [SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA (SECONDA SEZIONE) 3 APRILE 2014]

Il CTGS è proprietà del Comune, il Comune è proprietà dei cittadini ed i cittadini lo stanno CHIEDENDO A GRAN VOCE (più di 4000 persone).

SINDACO SBRIGATI, abbiamo perso già troppo tempo.
#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

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