Tutto il mondo è paese

di Fausto Tatone

I problemi sui Parchi sono gli stessi ovunque. Gli Enti non hanno mai funzionato come dovevano, tranne rare eccezioni, ed i territori coinvolti hanno conosciuto solo spopolamento e desolazione economica.

Le aree protette sono importanti per il futuro del pianeta , ma vanno riviste condividendo con le popolazioni LOCALI obbiettivi e GOVERNANCE in funzione di un futuro BENESSERE che non è solo quello dell’integrità ambientale.
Le petizioni consegnate presso il Comune dell’Aquila firmate da oltre 5000 CITTADINI AQUILANI, CHIEDONO PROPRIO QUESTO.

La riapertura di un colloquio per giungere finalmente ad una condivisione REALE delle,nuove, esigenze degli ABITANTI della valle dell’Aterno, perché se fino ad oggi le “zone interne” hanno conosciuto solo la “desertificazione”, nei prossimi anni dovranno essere ripopolate e sopratutto dovranno tornare ad essere produttive.

Un’economia sicuramente diversa da quella di 50 anni fa con un’agricoltura e degli allevamenti sostenibili più adeguati ai nostri tempi.
In questo lungo e difficile processo di cambiamento il TURISMO DI MASSA, è l’unica risorsa disponibile a breve termine, per il resto ci vorranno almeno 50 anni.
L’amministrazione comunale attuale dovrà rispondere alle oltre 11.000 firme che chiedono dei CAMBIAMENTI.

L’amministrazione futura dovrà presentarsi con un PROGRAMMA DI SVILUPPO ECONOMICO credibile e sopratutto con risultati orientati nel breve periodo. BASTA CON LE PROMESSE.

I sindaci e il parco
da ridisegnare
«È un’occasione»

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L’emendamento Valdegamberi sul Parco naturale regionale della Lessinia, come ormai viene chiamato il collegato alla finanziaria votato a maggioranza dal Consiglio regionale sulla nuova definizione delle aree protette del Parco, ha suscitato reazioni opposte ma ha avuto sicuramente il merito di aver riportato l’attenzione su un ente che lo scorso anno ha compiuto i suoi primi 25 anni (fu istituto con legge regionale 12 del 30 gennaio 1990) senza che nessuno spegnesse una candelina di festeggiamento.

Era nato male, sentito come imposto dall’alto, e cresciuto peggio, perché in primo piano ci sono finiti sempre i difetti e mai i pregi. Dunque la procedura che l’emendamento avvia per alleviare di fatto determinati vincoli sulle aree classificate come agro-silvo-pastorali, ridefinendole come aree pre-parco o aree contigue, ha il merito di riportare la discussione su un tema sentito, ma sul quale i veti incrociati degli ultimi dieci anni hanno impedito qualsiasi soluzione.

«NON MI PARE che ci siano gli estremi per sostenere che il Parco diventi a macchia di leopardo», esordisce Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova, già presidente di Comunità montana e Parco nonché assessore proprio con la delega all’area protetta in occasione del secondo mandato del presidente Lucio Campedelli. «Non mi addentro nello specifico ma a mio avviso è una riclassificazione delle aree che non porta particolari problemi. Il Parco resta integro nei suoi confini, non cambia nulla sul discorso della fertirrigazione, cioè lo spandimento di liquami di origine zootecnica che è regolamentato dalla Direttiva nitrati dell’Unione europea, né per quanto riguarda le norme edilizie delle malghe, che sono vincolate comunque anche fuori dal Parco per le norme paesaggistiche dello strumento urbanistico comunale. L’unica variante semmai riguarda la caccia, ma stiamo parlando sempre di caccia controllata, non di libertà di sparare», aggiunge.

Si prende in mano l’articolo 32 della legge quadro sulle aree protette 394/1991 e conferma: «Stiamo parlando di questioni di lana caprina perché finché i sindaci non propongono una determinata soluzione, non cambia nulla».

Cambia che ora le aree pre- parco, che per legge dovrebbero essere fuori dai confini attuali, con l’emendamento Valdegamberi i sindaci possono individuarle dentro l’area protetta. «Certo questo è un vantaggio, perché i confini del Parco arrivavo ad esempio a ridosso dell’area artigianale delle Grobbe a Corbiolo: istituire le zone contigue o pre-parco fuori dei confine avrebbe voluto dire sacrificare un possibile sviluppo di questa zona», osserva Melotti.

IN PRATICA il vincolo del Parco sul Vajo di Squaranto sarebbe debordato dal vajo alla piana delle Grobbe, con le conseguenze, in termini occupazionali e di sviluppo che nessuno vorrebbe. «Se questo emendamento ci permette ad esempio di togliere dai vaj il vincolo del Parco sarebbe già un successo e potrebbe anche bastare senza ridurre altra superficie», ipotizza il sindaco di Bosco Chiesanuova, «fermo restando che ci sono leggi sovraordinate che impongono vincoli paesaggistici, idrogeologici o le Zps, Zone a protezione speciale o di Natura 2000 che resterebbero comunque, Parco o non Parco. Dunque la mia proposta è di non fasciarsi la testa prima: non siamo in un fortino dove dobbiamo difendere una posizione. Ascolteremo i consigli di tutti e poi entro 90 giorni, come l’emendamento ci chiede, formuleremo la nostra ipotesi. È un’occasione che ci viene data anche per riprendere in mano le proposte di variante al piano ambientale sulle quali si sono spesi mesi di discussione e pronte per essere approvate non sono mai arrivate a conclusione. Sono giuste le osservazioni di Lazzarin (vedi articolo a fianco, ndr) sui vantaggi e i danni di una decisione così importante: da bravi amministratori valuteremo i pro e i contro e decideremo, chiedendo che la politica resti fuori dalla porta».

Aldo Gugole, sindaco di Selva di Progno, ha un’importante porzione del suo territorio dentro il Parco, rappresentata dalla Foresta demaniale di Giazza: «Nessuno la mette in discussione e lì è giusto che resti, dove ci sono boschi e pendii scoscesi, ma mi chiedo che senso abbia il Parco sugli alti pascoli, dove ci sono malghe e un allevamento intensivo. Quando fu tempo di decidere i confini, si guardò alla convenienza economica degli incentivi, un po’ come capita oggi con le fusioni tra Comuni, ma poi, terminati gli incentivi, restano i problemi e non puoi più farci nulla, contro una burocrazia così complicata che non ti permette mai di venirne a capo. Il Parco in questi decenni è stata un’imposizione, non un vantaggio: dalla gente ci sono solo lamentele, raccolta di firme non solo per limitarlo ma anche per cancellarlo del tutto», ricorda Gugole.

NON HA INVECE firmato la lettera di sostegno all’emendamento di Valdegamberi il sindaco di Fumane Mirco Frapporti: «Presentata il venerdì doveva essere sottoscritta il sabato. Io credo che la questione avrebbe meritato una riflessione maggiore rispetto a una richiesta improvvisata, ma non ho preclusioni su un ragionamento relativo alle aree pre-parco. È indispensabile ragionarsi con calma e capire meglio. Il Parco non è mai stato valorizzato come avrebbe meritato e dove è successo, come alla Cascate di Molina, i risultati si sono visti anche con un ritorno di vitalità oltre che economico. Mi chiedo se i progetti di area vasta dei Comuni di confine non potrebbero tener conto anche di questo in considerazione del fatto che la montagna c’è perché esistono collina e fondovalle. Imporsi con atti imperativi serve a poco, solo ad accendere micce qua e là. Guardiamo al futuro come si è fatto con l’Osservatorio per il paesaggio della Valpolicella riconosciuto anche a livello regionale», conclude Frapporti, «e lo stesso si può fare con il Parco, coinvolgendo cittadini, professionisti e operatori di settore».

Vittorio Zambaldo

http://www.larena.it/territori/lessinia/i-sindaci-e-il-parcoda-ridisegnare-è-un-occasione-1.5373230

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Troppi “perché” senza risposte

di Francesco Massimi

Mi chiamo Francesco Massimi, sono un componente del comitato Save GranSasso. Tale comitato è libero, indipendente e chi ne fa parte esprime liberamente ed in modo apolitico il proprio pensiero. Ovviamente quando si raccolgono 11.165 firme poiché sono due le petizioni presentate, evidentemente si rischia di destare interesse. Non entro in merito alle disquisizioni tecniche, vorrei, piuttosto, ponendo delle semplici domande, che qualche saccente mi rispondesse in modo sereno e possibilmente pacato. Che cosa è l’ente parco e cosa rappresenta nel territorio? A cosa serve l’ente parco? Perché ci sono le vasche da bagno disseminate ovunque all’interno del parco x dare da bere alle mucche? Perché l’abitato di San Pietro alla Ienca è senza fogne e le acque reflue, o parte di esse, confluiscono nel fiume Raiale che bagna la valle? Perché Mucciante Ristoro sito alla Vetica può violentare in quel modo quella parte di territorio? Perché ci sono centinaia di camper posteggiati senza alcun servizio sugli spazi in prossimità di tale ristoro? Perché il camping della vetica con annesso rifugio è osceno e probabilmente non a norma? Perché il rifugio duca degli Abruzzi scarica le acque reflue senza ovviamente alcun tipo di fogna? Chi controlla la eventuale fossa? Perché gli impianti di Monte Cristo e Fossa di Paganica non vengono rimossi? Perché d’estate se vado alla Fossa di Paganica vengo sbranato dai cani dei pastori che di fatto si sono impossessati di detta area? Perché accade la stessa cosa se percorro la valle che conduce ai ruderi di Santa Maria del Monte? Perché con un manipolo di idioti come me e con qualche decina di euro sono stati risegnati molti sentieri e non si capisce quanti (tanti) soldi sono stati stanziati ad uffa x lo stesso motivo? Perché d’estate ci sono le pecore e le mucche al piazzale di Campo Imperatore? Perché gruppi di ciclisti stanno perpretando il peggior scempio della storia del Gran Sasso devastando di fatto i sentieri, ed il parco non fa nulla, fosse solo nello stabilire un regolamento? Perché molte ditte che intervengono all’interno del parco sono del teramano? Perché le case cantoniere adibite a bed and breakfast non sono mai state utilizzate x tale scopo ed addirittura i mobili, quelli non rubati o presi in comodato d’uso, si trovano ancora all’interno perfettamente sigillati? Perché sul web vengono pubblicizzati i punti di ascolto all’interno del parco che invece non esistono? Perché nella sede di Assergi sono stati rimossi ed adeguatamente portati nel teramano i coppi centenari ed al loro posto sono stati posizionate tegole di edilizia popolare? Perché viene vietato di pulire il sottobosco? Perché noi residenti di Assergi dobbiamo pulire le strade ed il parco non muove alcuna mozione a nostro favore? Perché la stazione della intermedia della vecchia funivia non viene rimossa visto che, oltre all’amianto sono presenti componenti elettrici (motori e generatori con annessi olii) altamente inquinanti? Perché il territorio è disseminato di bandoni (baracche di lamiere) adibite anche a vendita di “prodotti tipici”? Pensate che possa bastare o devo continuare? A proposito, non sono un avvocato ma sono appassionato di montagna e soprattutto di natura. Ultimamente mi hanno contestato il fatto di andare in montagna con scarpe da ginnastica ed andatura allegra. “Francesco, non si va in questo modo in montagna….!!!”. Sono stato declassato, cercherò di farmene una ragione. Se non altro sono certo di bere acqua pura, magari con un po di solvente, quella che sgorga dalle viscere della montagna dove cosa si sperimenta dio solo lo sa…. Però noi siamo gente che cementifica e violenta la natura……

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Lettera chiusa (critica) a chi guarda il dito e non la luna.

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di Fausto Tatone

Un laboratorio di fisica nucleare nel cuore della montagna e del Parco ha fatto e sta facendo più danni di 500 seggiovie montate una sull’altra. Acque contaminate, e non è certo la prima volta, scorrono indisturbate nei fiumi e nei ruscelli, neutrini nell’aria.

Un poligono di tiro, nel Parco, semina piombo nelle viscere della terra da oltre 30 anni ma nessuno lo vede o lo denuncia.

I ruderi disseminati e abbandonati ovunque si sgretolano quotidianamente rilasciando cemento e ferro nella terra… quella terra che dovrebbe regalarci magnifici doni dall’agricoltura.

Le aree per le attività rurali non esistono più e le poche presenti chiudono i battenti e si arrendono alla burocrazia più becera.

Il Parco ha definitivamente chiuso tutte le attivita di promozione del turismo, tra omertà e silenzio, ponendosi come MERO UFFICIO AMMINISTRATIVO. (???)

Un’azienda , l’unica ad aver aperto post terremoto, che doveva assorbire 129 lavoratori è sotto sequestro dopo aver drenato 10 milioni di euro al territorio e assunto 4 persone testimonianza assoluta della situazione economico-sociale della città.

Un’altra azienda in pieno fallimento e senza nessuna possibilità di produrre un solo euro di utile , viene salvata da decenni con iniezioni continue di liquidita (l’ultima 1.400.000) euro solo per l’ignoranza imprenditoriale che da sempre contraddistingue la nostra classe politica.

Noi un’idea di Parco, di protezione della natura, di economia sostenibile ce l’abbiamo .. precisa e inequivocabile.  Senza contravvenire a Leggi e Direttive che OGGI VENGONO IGNORATE QUOTIDIANAMENTE PROPRIO DA CHI POI SI VANTA DI ESSERE AMBIENTALISTA (da salotto).

Da 2 anni ormai SIAMO GLI UNICI che HANNO STUDIATO e PORTATO A CONOSCENZA DEI CITTADINI COS’E’ NATURA2000 con i suoi sic e zps. Neanche il milionario progetto europeo “fahrenheit” c’era riuscito (fino al 2013 il 75% degli europei non sapevano cosa fossero la direttiva Habitat e Uccelli)

Qui a L’Aquila abbiamo raggiunto risultati TANGIBILI con 11.000 firme e continuiamo a combattere perché la trasparenza, la legalità e sopratutto il futuro economico della valle possano prevalere a stupidi e microscopici prese di posizione di chi su queste montagne viene a farsi solo una passeggiata (arrampicata e affini) e , chiaramente, non vuole il disturbo del turista da sempre considerato ignorante e invadente.

ORA CI PIACEREBBE CONFRONTARCI CON IDEE E NUMERI, non con i TUTTOLOGI che nulla sanno di turismo, di economia e , meraviglia delle meraviglie, di PROTEZIONE DELL’AMBIENTE.

Abbiamo rispettato la DEMOCRAZIA , un regolamento comunale, siamo scesi per 2 mesi in strada con freddo e pioggia , abbiamo parlato con tutti, ora , scusateci, vorremmo ascoltare solo RISPOSTE non idiozie sparate al vento.

Il dito è sempre lì, oggetto di chiacchiere e chiacchiericci ma la luna è un’altra cosa.
Buon Natale.

#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

Questo è solo l’inizio

Di Lucio Scipioni

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Da lunedì inizia la vera battaglia!!

Sarà una guerra di nervi, di propaganda, di potere, di visibilità, di numeri, di scienza, di coscienza, ecc. Si tratterà, insomma, ogni giorno, camminare lungo la “salita” che abbiamo appena cominciato a conoscere.

Tanti saranno gli ostacoli che incontreremo, molti saranno insuperabili, molti si supereranno, ma la “volontà” da cui dipende il risultato difficilmente sarà da noi addomesticabile.

Ho la sensazione che dovremo accusare anche qualche colpo proibito, importante sarà non porgere l’altra guancia ma puntare dritto all’obiettivo. Perché di questo si tratta, di raggiungere quell’obiettivo. E si può farlo  solo dando continuità all’azione intrapresa, senza dimenticare di osservare e analizzare ciò che ci succede tutt’intorno.

Un primo traguardo, comunque, è già nella borsa di Luigi. È il risultato dell’impegno di molti, ma è soprattutto il risultato dell’ “informazione”, quella che ha reso coscienti dei fatti e dei luoghi imprigionati dal volere di pochi a danno di tutti. Informazione che per noi si è tradotta in “firme per la causa”.

INTERVISTA DI LUIGI FACCIA A RADIO L’AQUILA 1 DEL 2 DICEMBRE 2016 (CLICCA PER APRIRE)

Cogliamo l’occasione per ricordarvi l’appuntamento, avente oggetto il Resoconto Petizione Popolare ed azioni per l’immediato futuro, che si terrà  presso il Comune di L’Aquila in località Villa Gioia (Sala “Luciano Fabiani”)  lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 11:30.

L’Associazione Culturale di Promozione della Montagna “Progetto Montagna”, illustrerà alla stampa ed alla città i seguenti Argomenti:

1) Comunicazione risultato Petizione Popolare e ringraziamenti;

2) Iter successivo al deposito c/o il Protocollo Generale del Comune delle
firme;

3) Richieste ed azioni per l’immediato futuro;

4) Situazione legislativa attuale: Piano del Parco, Piano di gestione dei
SIC, Misure di Conservazione;

5) Conclusioni: cosa farà Progetto Montagna ?

Siamo fiduciosi in una vostra partecipazione vista l’importanza degli argomenti.
Cordiali Saluti a tutti!

#ProgettoMontagna

#SaveGranSasso