Dr. Jekyll & Mr. Hyde 

cannone-spara-neve

LETTERA APERTA

DI LUIGI FACCIA

Quando l’altro giorno mi hanno fatto leggere il trafiletto del quotidiano “il Messaggero” (hanno fatto bene a confinarle in un piccolo trafiletto) con le dichiarazioni del sindaco di L’Aquila sull’innevamento artificiale a Campo Imperatore, non volevo credere ai miei occhi. 
Mai lette tante idiozie in così poche righe. 
Si mistifica artatamente la realtà e si portano argomentazioni incredibili a supporto, come ad esempio le sostanze chimiche o le escursioni termiche, che offendono l’onestà intellettuale dei cittadini ed affondano la speranza che ancora anima gli appassionati e gli imprenditori del Gran Sasso. 
Spero di essere breve ma si deve chiarire una volta per tutte l’equivoco “ambientale” che si innesca quando si parla di innevamento artificiale programmato.
La neve “artificiale” viene prodotta con un processo che imita quello naturale. Il cannone sparaneve pompa e nebulizza l’acqua formando piccolissime goccioline che ghiacciano quasi istantaneamente al contatto con l’aria (di norma al di sotto dei -4°) formando, così, cristalli di ghiaccio detti “nuclei di congelamento”. 
In questa miscela si immette ancora acqua vaporizzata e si ricrea ciò che avviene in natura. Attorno ai nuclei di congelamento si deposita l’acqua e si formano i cristalli di neve.
Quindi una buona produzione di neve artificiale nasce da un perfetto mix di acqua, aria, temperatura e umidità.
Lei, caro sindaco, è rimasto a qualche annetto fa (anni ’80-’90) quando i gestori dei produttori, convinti di poter riprodurre maggiore quantità di neve, usavano alcune sostanze che catalizzavano e facilitavano la formazione del nucleo di congelamento. 
Il più usato era lo “Snowmax”, prodotto con un principio attivo di un batterio, mediante il quale il cristallo naturale si forma attorno alle particelle di polveri e pollini presenti in atmosfera. 
Oggi, però, il controllo del diametro degli spruzzatori dei cannoni da neve rende inutili e, soprattutto, più costoso l’utilizzo di tali additivi. 
Sorvolo l’argomento “escursione termica”, senza alcun senso, per affrontare il discorso di Montecristo.
In base a quale valutazione scientifica si sostiene che Montecristo sia la posizione migliore dove sistemare eventuali cannoni quando lo zero termico si attesta mediamente sui 1.700/1.800 metri s.l.m. e il versante sciabile è completamente esposto a sud con la futura seggiovia che, eventualmente, partirebbe da una quota di 1.400 metri s.l.m.?  
Sarebbe stato corretto affermare “li mettiamo anche a Montecristo, stazione fondamentale per lo sviluppo turistico estivo e invernale dell’intero comprensorio, dopo averli posizionati a Campo Imperatore“.
Lo sa, signor sindaco, che nel Cantone Ticino, in Svizzera, il Consiglio di Stato prende in considerazione solo i progetti di rilancio delle stazioni sciistiche che hanno un’altitudine di almeno 1.800 metri s.l.m.? 
Credo di capire dove si voglia arrivare con questo improvviso innamoramento per Montecristo, perchè in matematica due più due fa sempre quattro.
Avendo grosse difficoltà a far digerire, a parte della sua maggioranza, il progetto di collegamento Scindarella – Fossa di Paganica e non sapendo minimamente come affrontare le direttive di Natura 2000, si prova a ripiegare con la semplice sostituzione della seggiovia “Le Steppe – Montecristo” potenzialmente fattibile senza grossi ostacoli ai sensi della Direttiva Habitat. 
Non ci provi sindaco.
Saremo attenti e severi vigili sulla situazione; senza il collegamento Scindarella – Fossa di Paganica non si buttano soldi pubblici su Montecristo.
Il risultato, ad oggi, è che la nostra stazione, sebbene sia la più alta dell’Appennino, è chiusa.
Di contro Roccaraso-Pratello-Pizzalto, Ovindoli, Pescasseroli, Campo Felice sono stazioni aperte, anche solo parzialmente, grazie all’innevamento artificiale programmato.
Caro sindaco vorrei chiederle, inoltre, come riesce ad affermare, con toni soddisfatti, che il ristorante di Campo Imperatore, il giorno di S.Stefano, ha addirittura incassato €1.200, che corrispondono a 30-40 coperti, considerandolo un ottimo risultato? 
Senza nulla togliere al grande impegno degli addetti e dell’Amministratore Unico per rendere la struttura ospitale, in questi giorni solo il bar, nella mattinata, dovrebbe incassare simili cifre risibili per i servizi di una stazione sciistica; non accetterei nemmeno sventagliate dei risultati di capodanno che, sappiamo tutti bene, si lavora molto qualsiasi siano le condizioni meteo-nivologiche.
La prego sindaco, infine, di smetterla di fare proclami al vento; la smetta di comportarsi come il Dr. Jeckyll e Mr. Hyde sul futuro del Gran Sasso parlando di argomenti che nemmeno conosce. 
Quantomeno scelga meglio i suggeritori. 
Cominci a pensare concretamente alla grave crisi che attanaglia le genti e gli imprenditori delle frazioni pedemontane. 
Pensi a fare il sindaco in questi pochi mesi che le rimangono poichè, al parere di chi scrive e non solo, non le riesce affatto bene
Cordiali saluti;
Luigi Faccia
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