L’Abruzzo montano a macchia di leopardo

Foto 3

Escono i primi dati consuntivi della stagione invernale 2018 e dell’intero 2017.

Crescita confermata ovunque sull’arco alpino, il record sicuramente al Trentino (dati Ispat).
Ed ora è corsa agli investimenti per accaparrarsi il mercato estivo (e noi?).

Tutto ampiamente in linea con le previsioni e le tendenze tracciate da “Skipass Panorama Turismo, Modena Fiere – Jfc” nell’osservatorio sul turismo montano pubblicato nell’autunno del 2017 (foto 1).

Foto 1

Bene sicuramente anche l’Abruzzo montano, ma con risultati a macchia di leopardo, tanta strada ancora da fare e con la zavorra dei dati ufficiali ancora “segretati“.

Foto 2

Dati invece analizzati e pubblicati da Bankitalia in occasione della 18a Conferenza “L’Italia e il turismo internazionale” tenutasi a Venezia il 10 maggio scorso.
Dalla sintesi pubblicata dal Ciset (foto 2) sul 2017 emerge esattamente quanto pensiamo e condividiamo da tempo: il turismo di montagna è un motore pazzesco per le economie e per le comunità locali , mentre il Pil nazionale cresce del 1,5% questo settore è cresciuto del 23% nel 2017 (14 volte il pil, 2 volte quello balneare, 2 volte quello culturale, 23 volte quello verde e attivo).

Con il boom del primo trimestre 2018, l’anno in corso confermerà sicuramente tale crescita.

Se aggiungiamo a tale fenomeno il ritardo accumulato dall’Abruzzo rispetto al resto d’Italia (foto 3), testimonianza di una potenzialità ancora inespressa principalmente a causa degli esigui investimenti e di visioni completamente sbagliate, la crescita della “spesa totale dei turisti” per la nostra regione nei prossimi anni potrebbe essere anche doppia.

Ma sarà fondamentale l’adeguamento delle amministrazioni locali a tali trend.

Troppo tempo è stato sprecato fino ad oggi senza fare nulla e se continuiamo con questi ritmi rischiamo di rimanere seduti davanti alla finestra.

Scommetterci qualche soldino, in termini di investimenti infrastrutturali, rivedendo alcune strategie e soprattutto alcuni atteggiamenti mentali, può far bene a tutti.

#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

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Fake News sul Piano del Parco

Ci sorprendono, non poco, le parole del Presidente del PNGSML comparse sul quotidiano “Il Centro” del 7 maggio 2018, in risposta al Consigliere Daniele Ferella promotore di una Commissione ad hoc sul futuro degli impianti di risalita del Gran Sasso.

Delle risposte molto vaghe che lasciano aperti dubbi  di dimensioni pari all’intero Massiccio sul quale è preposto a relazionare.

Come si può asserire che sono in corso ancora delle verifiche sulle progettazioni quando sono trascorsi ormai 15 anni dall’approvazione del Piano Speciale Territoriale Scindarella-Montecristo e quasi due anni dall’inoltro degli elaborati e dalla richiesta del CTGS sulla fattibilità degli impianti previsti nel Piano d’Area e nel Piano Industriale? (Nota risalente al 7 ottobre 2016).

Non sono bastati, forse, tutti questi anni per capire se il Piano d’Area sia realizzabile oppure no?

E soprattutto perché, il Presidente, fa riferimento al grande obiettivo raggiunto con l’approvazione del Piano Del Parco salvo poi citare l’intesa con 40 comuni su 44 confermando che il cammino non è ancora terminato?

Considerato che la chiarezza, la trasparenza e la sincerità non fanno parte della storia del nostro Comprensorio, è doveroso da parte del collettivo #SaveGranSasso fare chiarezza sull’intera vicenda:

  • Il Piano del Parco è stato approvato soltanto dalla Regione Abruzzo nel giugno 2017, in pieno svolgimento della campagna elettorale per le passate comunali;
  • Mancano ancora all’appello la Regione Marche e la Regione Umbria senza le quali il Piano del Parco non potrà essere operativo secondo quanto previsto dalla Legge 6 dicembre 1991, n. 394 art. 12 c. 8 – Legge quadro sulle aree protette;
  • Stando così le cose restano in vigore a tutt’oggi le norme di salvaguardia, previste dalla legge di cui sopra, che non permettono la realizzazione delle opere previste dal Piano Speciale Territoriale.
  • Quand’anche le suddette Regioni finalmente aderiranno a questo fondamentale strumento di pianificazione ambientale e urbanistica, ci saranno le stringenti normative europee, SIC e ZPS, a bloccare ….

Insomma, come al solito, l’Ente Parco per mezzo delle dichiarazioni del Presidente ha scelto di giocare a “nascondino”, imboccando una pericolosissima strada lunga e tortuosa deludendo amaramente le popolazioni che da decenni attendono un minimo cenno di cambiamento.

Trovare il coraggio politico e amministrativo non è cosa semplice, ma arrampicarsi sugli specchi con delle mezze verità molto simili a delle bugie è peggio, soprattutto quando si parla del futuro di un enorme territorio alle prese con il fenomeno dello spopolamento e con la totale assenza di posti di lavoro per i giovani.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna