La Voce Dei Nostri Sostenitori

di Americo Di Benedetto

2/04/2017. GRAN SASSO D’ITALIA – IL PASSO POSSIBILE

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di Lucio Scipioni

22/03/2017. TRA PROCLAMI E RESPONSABILITA’

E’ possibile che nella routine quotidiana, tra noia e indifferenza per il prossimo, o peggio per convenienza, a L’Aquila non si riesca più a pensare, riflettere e a programmare il territorio e con esso il vivere “normale” degli aquilani?

Se gli anni precedenti al sisma hanno rappresentato una realtà vissuta tra alti e bassi, a far data dal 6 aprile 2009, il “tempo” ha cominciato a rappresentare l’incubo quotidiano con cui misurarsi!! 

Forse non ci siamo accorti che i tempi sono cambiati.

Con il passare del tempo è venuto sempre meno il ruolo e il luogo della riflessione, dove il tempo si fermava e costringeva tutti a guardarsi negli occhi e a riflettere e, soprattutto, della consapevolezza

Sembra che tutto ciò che ci circonda sia, tutto d’un tratto, diventato invisibile. I giovani, coloro che avrebbero dovuto assicurare la rinascita della città, sono stati assorbiti dal contesto sociale alla deriva e più di qualsiasi altro ne hanno subito gli effetti negativi che si sono manifestati, spesso, con il non rispetto di quel senso civico che nel bene e nel male ha caratterizzato i nostri padri.

La ricostruzione, quella che si legge sui giornali, appare quantomeno fuorviante. Non sarò certo io ad affermare che tutto è fermo, non sono cieco, ma mi permetto di segnalare che la mancanza di una visione adeguata al territorio, che non è solo quello della Città, ma è rappresentato anche dalle Frazioni, ha scatenato “il problema” e la presa di coscienza che L’Aquila e, appunto, le Frazioni sono “ferme” a un Paese che non esiste più da almeno 40 anni. 

Allora ho provato ad interrogarmi e ho concluso che si sta rischiando di sottovalutare un problema che ormai è interamente italiano, non solo aquilano. Temo che “la realtà” più sottovalutata sia la monotonia e il vuoto delle vite di tanti giovani. Un vuoto che li può spingere, quasi senza rendersene conto, a buttare via la propria vita e quella degli altri. Una condizione che, ormai, è diventata preoccupante abitudine. 

Quanti sono, oggi, i ragazzi che si rifugiano ad un’età sempre più verde, incredibilmente verde, negli stupefacenti o nell’alcol (che è davvero diventato il passatempo di tanti adolescenti)? Inoltre, per i nostri ragazzi, quello che una volta era un punto di arrivo, il Nord, ha perso attrattiva e fascino: perché anche al Nord il lavoro manca e perché c’è la stessa monotonia, lo stesso vuoto, la stessa assenza di punti di riferimento. Sono, siamo, tutti un po’ più stranieri nei posti in cui viviamo, nelle grandi città, ma ormai anche nei piccoli paesi: più sradicati, con sempre meno identità e meno radici. 

Da ragazzino, uscito da scuola, passavo tutto il mio tempo libero a giocare a calcio, nelle aie, che erano i campi di calcio più frequentati. Non ero l’unico, tutti i miei coetanei lo facevano: per divertimento, non perché pensassimo di diventare un giorno famosi. E se facevamo qualche sciocchezza, c’era chi ci dava un ceffone: poteva essere quello di mio padre o quello di un mio paesano, tanto ci si conosceva tutti. 

Oggi non è più possibile. La strada non è più il luogo del gioco e dello sport, ma il posto dove spesso vivono i poveri. Anche nei piccoli paesi, in tutta Italia, si è diventati molto più estranei l’uno all’altro. Così un semplice rimprovero o una lite possono subito degenerare. L’Italia è cambiata, sta cambiando, continuerà a cambiare. Non voglio dire che sia meglio o peggio. Dico solo che è un paese in profonda trasformazione sociale. E i ragazzi, che sono i più deboli e i più impreparati, non devono essere lasciati soli. Più che mai. La politica, quella vera, deve essere uno strumento per risolvere il problema. Ma non deve essere l’unico”.

C’è urgente bisogno di ridare certezze ad un contesto sociale minato e disorientato, probabilmente consapevole e colpevole di non aver saputo anticipare e/o saputo analizzare quanto stava accadendo. L’aspetto prioritario è ridare una prospettiva di lavoro a chi lo ha perso e, soprattutto, ai tanti giovani che altrimenti si vedranno costretti ad abbandonare il territorio. Diversamente il  fattore “tempo” ci presenterà un conto desolante.

Ed ecco che è fondamentale che la città, la nostra città, torni presto a rivestire un ruolo “genitoriale”.  Che l’Amministrazione cittadina si confronti seriamente con le proprie responsabilità e competenze. Che si torni a tifare e a lottare per le ricchezze e le opportunità che il territorio ci ha regalato. Che l’appello di SaveGranSasso e di tante migliaia di cittadini aquilani, non cada nel vuoto, anzi sia di stimolo ad una sempre più consapevole rinascita. 

L.S.

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di Lucio Scipioni

5/03/2017. SULLA CHIUSURA DELLA SCUOLA SCI

Prendo atto della chiusura forzata della Scuola Sci Assergi Gran Sasso che il mio Amico Luigi Faccia ha comunicato. A nulla sono valse le grida, che da tempi remoti, un gruppetto di amanti del Gran Sasso, hanno lanciato e che mettevano in evidenza il rischio di una possibile fine di ogni sogno riposto sullo sviluppo della nostra montagna e di conseguenza della città e di tutto il territorio aquilano. Bene il rischio è servito senza neanche imbandire la tavola. I commensali (tutti i responsabili) si sono vergognosamente nascosti dietro maschere, impossibile da indossare anche a Carnevale, infatti nella ricorrenza appena trascorsa nessun sussulto di orgoglio, nessun commento al grido disperato degli imprenditori e di tutti coloro che si guadagnano il pane con il Gran Sasso. Non ha smosso le loro coscienze neanche la raccolta firme per due petizioni regolarmente presentate al Comune dell’Aquila, affinché un inutile Consiglio comunale si pronunciasse sui due quesiti. Assenza totale della politica e dei suoi attori. Anzi, politica e politicanti che con il loro “non decidere” hanno delegato ad altri di assassinare Campo Imperatore. Mandanti di un omicidio annunciato e per nulla attenzionato. Il mio augurio, quando getteranno le maschere delle quali si sono protetti e ri_mostreranno le loro facce per chiedere sfacciatamente consenso alle prossime consultazioni elettorali, è che la popolazione, fino ad oggi sorda ad ogni grido, abbia uno scatto di orgoglio ed attraverso la “unica arma” a disposizione (IL VOTO) decreti la loro fine!!

L.S.

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di Cesare Ianni

21/12/2016. PRESENTAZIONE CALENDARIO 2017_DEDICATO AL GRAN SASSO.

Il nostro vuole essere un contributo culturale ma anche sociale. Con questo calendario portiamo uno spaccato della nostra storia recente nelle case di tanti nostri concittadini che, probabilmente, non hanno mai visto queste bellissime immagini. Immagini che emozionano ma fanno anche riflettere. Noi abbiamo concretizzato varie giornate ecologiche anche sul Gran Sasso e ciò dimostra quanto siamo sensibili alla tutela del nostro ambiente, ma siamo convinti che in un’ottica “eco sostenibile” lo sviluppo turistico del Gran Sasso debba essere perseguito. La ricostruzione della città va avanti e ormai anche per ll nostro centro storico è come se ci fosse un “contatore al contrario”.  La grande bellezza che stiamo ritrovando pone inderogabilmente L’Aquila nella possibilità di cogliere numerose opportunità turistiche a tutti i livelli che, se non sapremo cogliere noi, saranno altri a “sfruttare”. Ho fatto un esempio concreto stasera, immediatamente realizzabile unendo varie forze civiche e con precisa volontà politica, siamo cittadini pratici, non pensiamo ai “massimi sistemi” : cominciamo a pensare seriamente, tutti insieme, a far diventare L’Aquila la sede del piu grande e bel mercatino di Natale del centro meridione, sfruttando la naturale “vocazione invernale” della nostra città. Diventerebbe un’attrazione turistica praticamente “irresistibile” e ad un’ora da un bacino di utenza di milioni di persone. Altro esempio concreto? Realizziamo un Museo del Gran Sasso, un posto che racconti la straordinaria storia della nostra montagna. Insomma, tenemo ji ‘nnanzi, viribus unitis!

Cesare Ianni

Pres. Associazione di AzioneCivica JEMO NNANZI

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