Turisti non per caso (pt. 1)

Di Fausto TATONEturisti1

NB: La figura è a titolo esemplificativo e non è da considerarsi come gerarchia

Cercare di rivitalizzare l’attenzione sul Gran Sasso aquilano (ma non solo) per evitare un definitivo spopolamento e abbandono della nostra Montagna, ormai in atto da anni, è stato da sempre l’obbiettivo primario di questo gruppo (SaveGranSasso).

Individuarne, però, le cause per cercare di contribuire a un immediato cambiamento, non è affatto semplice.
Alcune sono di natura gestionale , con il Centro Turistico del GS e del suo controllante Comune dell’Aquila, altre di natura politica, con la complessità della Regione e le dinamiche territoriali, altre di natura amministrativa, con l’Ente Parco e le sue mille contraddizioni, altre di natura europea, con l’Unione che prevale sull’identità nazionale, altre di natura squisitamente personale, con visioni divergenti improvvisate davanti a un caffè.
Insomma un mix perfetto di decine di Enti, Organizzazioni e persone incastrati come scatole cinesi responsabili in egual misura delle “sventure” della nostra cara Montagna.

Ma c’è un’altra causa da aggiungere a questo folto elenco, quella che forse determina l’effetto più incisivo: la promozione turistica.

Ormai gli abruzzesi sono diventati bravissimi a promuovere il loro territorio quando si trovano davanti un turista, ma in un mercato turistico globale, diventano come dei piccoli uccellini mentre in cielo rombano un centinaio di Boeing 747.

Il mercato globale, con l’avvento di internet e la sua relativa consacrazione come strumento indispensabile nella scelta della destinazione dove passare le proprie vacanze, ha determinato un cambiamento radicale nei flussi turistici, sempre più intenti ad ottimizzare il rapporto qualità/prezzo ed in cerca di emozioni uniche e esclusive.

Sistemi tecnologici in grado di mettere in concorrenza un piccolo borgo con i Caraibi, un b&b la catena Holiday Inn, una piccola statuetta appena rinvenuta con la Tour Eiffel.

Per cercare di capire gli errori, ma anche le relative opportunità, legate alla promozione turistica dell’Abruzzo aquilano, abbiamo provato a fare i turisti, cercando sul Web come viene presentata l’offerta relativa alla nostra terra.

Una galassia, forse una piovra, di informazioni , non sempre veritiere o aggiornate, in larga parte in mano alle istituzioni (regione e parchi) o a consorzi privati-pubblici (dmc-destination management company, di cui parleremo piu avanti).

Dalla confusione però pian piano si delinea un prodotto turistico, che seppur ancora immaturo e in cerca di una precisa identità, fatta eccezione per quelle località che storicamente hanno sempre “tirato la carretta” (costa nord , alcuni borghi e roccaraso), è in grado di attrarre l’attenzione di molti.

La Montagna, con le rispettive zone interne, comincia a mostrare chiari segnali di un interesse ampiamente diffuso anche per passarci le vacanze cd tradizionali, fino al punto da spingere gli operatori della nostra costa a proporre pacchetti mare/montagna. Insomma è arrivato il momento di correre alla svelta e prendersi i clienti. Siamo pronti?

Stringendo il focus sul nostro pachidermico territorio, abbiamo cercato di individuare tutti gli attori della promozione turistica della Destinazione Gran Sasso Aquilano (foto allegata), perché se vogliamo cambiare lo stato attuale e “approfittare” di questa positiva convergenza è su di loro che dobbiamo fare affidamento.

In questo piccolo viaggio, diviso in 4 parti, cercheremo di capire come funziona il complesso Sistema di Promozione Turistica radicalmente cambiato anche da recenti leggi regionali, sperando di contribuire a renderlo più efficiente e trasparente.
Buon viaggio
(fine 1 pt)

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I Parchi, tra risorse e fardelli

I Parchi, tra risorse e fardelli

di Fausto Tatone

C’ho visto tante cose: quelle brutte sono conosciute da tutti, quelle belle NO, e meritano tanta riflessione.

Quello delle Cinque Terre è solo un esempio di come rendere “produttivo” e “turisticamente” sostenibile un Parco Nazionale. Con 2 milioni di contributi pubblici ne crea 13 (6 volte) di fatturato, per non parlare dell’indotto.

Chi amministrerà questa città dovrà pensare anche a questo.

Con il 46,8% del territorio comunale controllato dall’Ente Parco del Gran Sasso , il nuovo Sindaco dovrà dedicare quasi la metà del suo tempo a ripristinare le condizioni di vivibilità nelle zone pedemontane quasi dimenticate e fare in modo che diventino una ricchezza per l’intera Città.

Alcune testimonianze tratte dal servizio TV di Report, link in fondo all’articolo:

Sindaco di Riomaggiore : “Tanti nostri concittadini andavano a La Spezia a lavorare. Oggi succede il contrario. Al mattino noi abbiamo le persone che da La Spezia vengono verso le Cinque Terre.” (SPOPOLAMENTO DELLE FRAZIONI PEDEMONTANE)

Presidente Consorzio Cooperative pescatori del Polesine: “se non si interviene con escavi, disostruzione delle bocche e quant’altro diventa un acquitrino , poi non c’è più biodiversità , gli uccelli non nidificano ….” (MANUTENZIONE DEL TERRITORIO)

La centrale elettrica di Porto Tolle: “Visto che ormai l’ambiente è stato contaminato potrebbe essere ripristinato per un utilizzo turistico ricreativo sostenibile senza inquinare di più e senza cementificare” (RIQUALIFICAZIONE DI MONTECRISTO – FOSSA)

Le conclusioni del Servizio TV:

“Questo nuovo equilibrio è figlio anche di una differente visione dell’economia in cui il turismo ha sostituito molte attività industriali come ad esempio succede alle Cinque Terre, il parco nazionale più piccolo d’Italia. Cinque comuni arroccati su scogliere e terrazzamenti che oggi forse sarebbero considerati scempi ambientali e abusi edilizi. Ingegno e organizzazione li hanno trasformati in una tra le più ricercate mete del turismo internazionale”.

“È questo il punto centrale per il cambiamento di prospettiva che in altri paesi è gia avvenuto, la sfida piu importante anche per il mondo ambientalista italiano, in cui la difesa del territorio non significa piu difendere SOLO IL SUOLO MA ANCHE LE COMUNITA’ CHE VI ABITANO

#SaveGranSasso

SERVIZIO TV DI REPORT

 

 

Il Sondaggio di #SaveGranSasso

Il panorama per le prossime amministrative di L’Aquila va pian piano delineandosi. Non pensiamo, per ora, che i singoli candidati abbiano affrontato seriamente il tema del rilancio turistico ed economico delle nostre montagne. Il Gran Sasso continua ad essere oggetto di spot elettorali ma nessuno ha ancora paventato soluzioni percorribili nel breve termine.

Il nostro Comitato sia per indole che, soprattutto, per le 11257 firme raccolte, si sente moralmente responsabile delle azioni che verranno condotte in futuro in quei luoghi.

Proprio per tale contesto confuso e aleatorio abbiamo pensato di chiedere aiuto ai nostri sostenitori su come muoverci nei confronti dell’imminente tornata elettorale tramite un sondaggio in rete semplice e veloce.

Si potrà scegliere una sola opzione di risposta  tra le seguenti:  partecipare attivamente con una lista “SaveGranSasso” con un candidato sindaco all’interno del comitato senza appoggiarsi ad alcuna coalizione,  partecipare ad una civica per una delle due coalizioni, partecipare ad una civica per nessuna delle due coalizioni oppure non presentarsi affatto facendo sottoscrivere la nostra “Carta del Gran Sasso” (in via di ultimazione) ai candidati sindaci che ne condivideranno in toto il contenuto.

Il sondaggio avrà la durata di 7 giorni a partire da oggi, Sabato 15 Aprile 2017 e avrà cookies ed ip bloccati in modo tale da far esprimere una singola preferenza all’utente che deciderà di votare senza dover effettuare nessuna iscrizione.

In basso potrete esprimere la vostra scelta, se invece vorrete condividerlo sui social usate il seguente link:

http://poll.fm/5sf4a

Ringraziamo anticipatamente per la collaborazione e porgiamo i nostri migliori auguri per una serena e felice Pasqua.
Comitato #SaveGranSasso
Associazione “Progetto Montagna”

Il Timido Risveglio Delle Coscienze

 di Giorgio Fioravanti

Un timido risveglio delle coscienze.

Ciò a cui stiamo assistendo in questo periodo di preparazioni di campagne elettorali si spera sia solo un piccolo preludio all’uscita dall’immobilistico e criminoso letargo che sta causando lo spopolamento del territorio montano abruzzese.

Inutile sottolineare non solo che è troppo poco, ma la concomitanza con gli appuntamenti alle urne non fa ben sperare sulle reali intenzioni di coloro che da questo stallo dovrebbero condurci fuori.

Fa ben sperare, invece, il notare come anche le frange più estremiste di un certo tipo di ambientalismo miope e radicale stiano correggendo il tiro e stiano cominciando a capire che stanno scherzando con il fuoco più pericoloso, quello innescato dall’esasperazione.

Eppure fa tanta rabbia pensare che strumenti utili quali SIC, ZPS, le Direttive Habitat e Uccelli, i Parchi regionali e nazionali sarebbero dovuti servire all’esatto contrario: valorizzare, proteggere e creare economia.

Ciò che, invece, la politica locale, con funzionari più preoccupati delle loro ideologie piuttosto che delle attività da salvaguardare, hanno creato mediante errate interpretazioni è stato solo ed esclusivamente immobilismo, degrado, spopolamento e crisi delle piccole aziende.

Non solo, dunque, un’occasione mancata, come oggi denunciano una serie di sigle di agricoltori europei e di proprietari fondiari (Copa-Cogeca, Cepf e Organizzazione dei proprietari fondiari) sull’errato utilizzo di tali strumenti, ma, dati i tempi non proprio ristretti per poter rimediare a tali errori, un vero e proprio utilizzo criminoso di misure potenzialmente rivoluzionarie.

Analizzando la relazione della Corte dei Conti Europea sull’utilizzo della rete “Natura 2000” da parte degli Stati Membri viene fuori un panorama di potenzialità (e soprattutto di fondi) inespresse a causa dello scarso e inappropriato utilizzo di esse da parte degli enti gestori; possiamo “toccare con mano”, nel nostro caso abruzzese, come l’errata interpretazione di queste misure diventa, addirittura, una spada di Damocle su territori già martoriati da eventi catastrofici naturali quali terremoti, frane, forti nevicate e relativi fenomeni consequenziali come, ad esempio, le valanghe.

Ciò che oggi le sigle europee citate lamentano non possiamo evitare di far notare come siano i medesimi appelli inascoltati alle istituzioni che l’associazione “Progetto Montagna” tramite gli attivisti di “#SaveGranSasso” cercano di portare all’attenzione degli abitanti delle popolazioni montane interessate; imposizioni indiscriminate dall’alto senza coinvolgimento dei diretti interessati, interpretazioni ideologiche di strumenti comunitari e incapacità sia di elargire che di recepire fondi per risarcire gli agricoltori danneggiati.

Leggevo, con difficoltà dettate dallo sdegno e dalla vergogna, la disperazione raccontata da un giovane agricoltore di Goriano Valli, su un quotidiano web locale, che denuncia come l’applicazione del regime in de minimis sugli indennizzi dei danni causati da fauna selvatica (quindi massimo risarcimento di 15.000 euro in 3 anni) significherebbe, per lui, la certa chiusura dell’azienda agricola che, con enormi fatiche, cerca di portare avanti da anni.

Immedesimandomi in ciò che dovrebbe essere trattata come una preziosa risorsa per il nostro paese ho, infine, provato invidia per la tenacia dimostrata da questo ragazzo in un contesto dettato dall’abbandono delle istituzioni.

Vorrei che sappia che stiamo lottando per dare un futuro soprattutto a quelli come lui.

 

 

Le potenzialità inespresse

di Lella Antonacci

La trasmissione ideata e condotta da Enrico Giancarli per l’emittente TV Rete8, ci ha portato sulle splendide piste di Campo Imperatore, dove ha incontrato il Consigliere Regionale Pierpaolo Pietrucci, il Direttore della Scuola Sci Luigi Faccia ed il Direttore del Centro Turistico Fulvio Giuliani.

Le riprese e le interviste sono state effettuate giusto qualche giorno prima che gli impianti venissero chiusi per gravi problemi tecnici riscontrati alla ormai esausta seggiovia delle Fontari. Una morte annunciata, che lascia amareggiati, ma non sorpresi.

La bellezza mozzafiato del paesaggio, la qualità indiscussa della neve, la sicurezza garantita al 100% delle piste da sci, sembrano qualità invisibili se confrontate alla vastità delle potenzialità inespresse che può offrire questo territorio.

Un territorio  bistrattato da anni di cecità di intenti, amministrativi e politici, che chiede ora giustizia. Di discorsi e dibattiti ne sono stati fatti tanti, progetti e buoni propositi, pugni sul tavolo e petizioni popolari. Resta solo il fatto che la volontà da sola non basta, se non è seguita dai fatti. Sorge il dubbio che ormai sia tardi, ma si sa, la speranza è sempre l’ultima a morire!

Intanto gustatevi questa puntata e ricordatevi che la battaglia di #SaveGranSasso continua!

Un fallimento totale

di Fausto TATONE

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In questi giorni leggo solo di tragedie e di desolazioni legate all’Abruzzo montano, spesso anche dalle parole di chi ha difeso a spada tratta le politiche conservazionistiche imposte militarmente da un gruzzulo di idioti. Inutile piangere ora, inutile cercare un colpevole per soddisfare la bramosia di vendetta. Quanto subìto dalle aree interne della nostra regione negli ultimi 20 anni si é mostrato senza veli né censure in questi giorni. UN FALLIMENTO TOTALE. Fate pure le vostre classifiche su chi promuovere e chi bocciare, ma non dimenticatevi che la colpa più grande é di chi ha voluto dimenticare le nostre origini e le nostre tradizioni imponendoci un modello di sviluppo senza futuro. Il 40% dell’Abruzzo, cioè più del 60% delle zone montane sono gravate da vincoli ambientali completamente inutili e inefficaci contro le forze della natura che disarmano l’uomo nella lotta alla
SUA STESSA SOPRAVVIVENZA.

Risposta alla Nota Chiarimenti della Regione Abruzzo

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L’Ufficio Ambiente della Regione Abruzzo, dichiara di esistere.

Ci sono voluti anni per “strappare” una dichiarazione ufficiale, ma, grazie alle 11,265 firme, ce l’abbiamo fatta. Ora sappiamo che c’è qualcuno con un nome e un cognome che “reagisce” alle defibrillazioni su un corpo inanimato, quasi verrebbe da ringraziare per cotanta attenzione. Ma, in un paese democratico, non si tratta di attenzione ma di semplice “servizio dovuto alla popolazione”.

Abbiamo ricevuto una risposta UFFICIALE ai nostri articoli comparsi sulle principali testate, che ringraziamo.

Tante le “puntualizzazioni” nel documento a noi indirizzato, ecco le più importanti: tra Zsc e Sic c’è una differenza…. Stupore. Il Sic diventa Zsc quando vengono stabilite delle restrizioni (misure sito specifiche) ad hoc. Grazie per la cortese conferma.

Quindi c’è una differenza sostanziale tra Sic e Zsc. I piani di gestione (dei sic) vengono stabiliti successivamente alle MISURE ove si rendesse necessaria tale azione. Anche qui grazie per la cortese conferma, rimane il dubbio come mai tali piani di gestione siano già pronti prima del 27/12/16 quando gli stessi debbono tenere conto delle MISURE dettate dall’atto recentemente approvato.

Per quanto riguarda i successivi e futuri passaggi del recepimento della direttiva Habitat vi rammentiamo l’obbligo del coinvolgimento e della condivisione del Pubblico e delle Aziende in atti che, per la loro stessa natura, limitano le attività PRODUTTIVE presenti sulle aree protette (in primis del CTGS) e limitano anche la presenza umana, grossa restrizione alla libertà dell’uomo.

A proposito del CTGS, tenendo conto delle norme di cui sopra, non capiamo come mai non abbia fatto mai ricorso e/o opposizione sugli atti che di fatto limitano lo sviluppo delle attività oggetto degli scopi sociali della stessa (lo hanno fatto tutte le società in Europa ed hanno anche avuto ragione – Sentenza Corte di Giustizia Unione Europea 3 aprile 2014 – Cascina Tre Pini contro Minambiente ed altri – Declassamento SIC…).

Consigliamo inoltre di “custodire”, con l’uso di BACKUP informatici, tutti i documenti prodotti dal Vostro ufficio, onde evitare il ripetersi di spiacevoli episodi come quello della NOTA prot. n. 14326 del 26 ottobre 2004, richiamata nel D.M. 25 marzo 2005 e oggetto di un nostro Accesso agli Atti e che specifica quanto segue:

“….. con la quale si informa che la Regione Abruzzo, pur non avendo provveduto alla pubblicazione nel bollettino ufficiale regionale dei SIC e delle ZPS, ha dato ampia diffusione alle schede degli stessi attraverso seminari, conferenze e circolari”.

Questo è l’unico atto ufficiale nell’istituzione dei sic nella nostra regione, misteriosamente smarrito in un fantomatico e, sembra, rocambolesco trasloco dei vostri uffici, come da Voi ben specificato nella corrispondenza intercorsa con il Difensore Civico Regionale da noi coinvolto per Vostre reiterate mancanze.

I cittadini hanno il diritto di conoscere in qualsiasi momento atti di tale importanza senza preoccuparsi se vengono smarriti per leggerezze o altra mancanze del personale demandato a tale FONDAMENTALE obbligo.

Per ultimo ci piace non poco soffermarci sulla vostra ammissione:” I confini dei SIC sono rivedibili”.

Consigliamo in questo caso ampia diffusione al pubblico di tale possibilità, da noi paventata nel lontano 2015 e PEDISSEQUAMENTE respinta da ignoranti e codardi personaggi. Difficile contare quanti punti abbiamo azzeccato, non ci rimane altro che complimentarci con le 11.265 firme che ci hanno appoggiato e creduto.

Ora dateci retta, ascoltate e accettate le soluzioni che il POPOLO vi consiglia.

Grazie.

#PROGETTOMONTAGNA

#SAVEGRANSASSO

Assergi, 14 gennaio ’17

Dgr 877-2016 Misure Generali Di Conservazione SIC-ZPS

DGR 877-2016 MISURE GENERALI DI CONSERVAZIONE SIC-ZPS

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Le ZSC sono state, da noi di SaveGranSasso, ampiamente trattate 15 mesi or sono.

Sappiamo che giuridicamente niente è cambiato ma i numerosi divieti citati nella delibera della Regione Abruzzo hanno risvegliato arditi animi

In questa occasione non è bello dire “avevamo ragione” ma almeno viene dimostrata la VERIDICITÀ’ DEI NOSTRI STUDI

Purtroppo abbiamo perso un altro anno e mezzo ed il treno è quasi passato.

L’unica nota positiva di questo ulteriore anno passato, è stata la petizione popolare proposta da Progetto Montagna e da #SaveGranSasso.

E’ stato un grande successo (11.165 firme raccolte) ed è stata l’occasione per informare la cittadinanza sull’argomento, cosa che non è stata fatta dalle istituzioni all’epoca dell’apposizione di questi assurdi vincoli. 

Quì di seguito vi alleghiamo alcuni screenshot degli interventi fatti in passato. 

E’ abbastanza semplice trovarli sulla nostro gruppo Facebook denominato “Save Gran Sasso”, digitando “ZSC” nel motore di ricerca presente in alto a destra. 

Alleghiamo inoltre la DGR in questione. Distinti saluti,

Progetto Montagna

#SaveGranSasso

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In bocca al lupo mia cara Città

di Fausto Tatone

Giorno di festa in Abruzzo. 
Ma anche di riflessioni per la Città dell’Aquila. 

Un’economia importante è tornata a girare , il turismo invernale si afferma sempre di più come una delle poche locomotive dell’intera Regione in grado di attrarre interesse nell’enorme bacino del centro Italia (Roma, Napoli, Bari, Marche etc.)15800563_10211869650765093_8333204144656397887_o.jpg
Un potenziale sfruttato ancora pochissimo. 

Nel giro di qualche anno le nostre montagne saranno conosciute anche all’estero e il turismo si destagionalizzerà a favore dell’estate, sempre più in ascesa dopo la crisi dei nostri mari.

Pensare che la Regina degli appennini sia totalmente fuori da questa incredibile occasione fa male, molto male.

L’Aquila ha bisogno di una nuova identità …deve essere una volta per sempre la Capitale degli Appennini …della montagna.

15822685_10211869650325082_5993203233913451922_nServono menti, risorse, idee, innovazioni e sopratutto azioni non chiacchiere per accaparrarsi un voto o per proteggere una poltrona. 
Serve una precisa, meticolosa e matura azione politica. 

Un pensiero va all’associazione GranSasso AnnoZero che dopo aver dimostrato di poter innovare e contribuire alla causa è misteriosamente sparita nel nulla lasciando un vuoto incolmabile tra i giovani della città. Dove siete???? Abbiamo bisogno di Voi, non solo per il Festival.

Un altro pensiero e ringraziamento a tutto questo Gruppo che riuscito a risvegliare dimenticati entusiasmi e a ottenere concreti risultati. 15875531_10211869651805119_451927903819424584_o.jpg

In bocca al lupo mia cara Città, sono sicuro che è arrivata la tua occasione.

 

 

PS: non mi candido 

Dr. Jekyll & Mr. Hyde 

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LETTERA APERTA

DI LUIGI FACCIA

Quando l’altro giorno mi hanno fatto leggere il trafiletto del quotidiano “il Messaggero” (hanno fatto bene a confinarle in un piccolo trafiletto) con le dichiarazioni del sindaco di L’Aquila sull’innevamento artificiale a Campo Imperatore, non volevo credere ai miei occhi. 
Mai lette tante idiozie in così poche righe. 
Si mistifica artatamente la realtà e si portano argomentazioni incredibili a supporto, come ad esempio le sostanze chimiche o le escursioni termiche, che offendono l’onestà intellettuale dei cittadini ed affondano la speranza che ancora anima gli appassionati e gli imprenditori del Gran Sasso. 
Spero di essere breve ma si deve chiarire una volta per tutte l’equivoco “ambientale” che si innesca quando si parla di innevamento artificiale programmato.
La neve “artificiale” viene prodotta con un processo che imita quello naturale. Il cannone sparaneve pompa e nebulizza l’acqua formando piccolissime goccioline che ghiacciano quasi istantaneamente al contatto con l’aria (di norma al di sotto dei -4°) formando, così, cristalli di ghiaccio detti “nuclei di congelamento”. 
In questa miscela si immette ancora acqua vaporizzata e si ricrea ciò che avviene in natura. Attorno ai nuclei di congelamento si deposita l’acqua e si formano i cristalli di neve.
Quindi una buona produzione di neve artificiale nasce da un perfetto mix di acqua, aria, temperatura e umidità.
Lei, caro sindaco, è rimasto a qualche annetto fa (anni ’80-’90) quando i gestori dei produttori, convinti di poter riprodurre maggiore quantità di neve, usavano alcune sostanze che catalizzavano e facilitavano la formazione del nucleo di congelamento. 
Il più usato era lo “Snowmax”, prodotto con un principio attivo di un batterio, mediante il quale il cristallo naturale si forma attorno alle particelle di polveri e pollini presenti in atmosfera. 
Oggi, però, il controllo del diametro degli spruzzatori dei cannoni da neve rende inutili e, soprattutto, più costoso l’utilizzo di tali additivi. 
Sorvolo l’argomento “escursione termica”, senza alcun senso, per affrontare il discorso di Montecristo.
In base a quale valutazione scientifica si sostiene che Montecristo sia la posizione migliore dove sistemare eventuali cannoni quando lo zero termico si attesta mediamente sui 1.700/1.800 metri s.l.m. e il versante sciabile è completamente esposto a sud con la futura seggiovia che, eventualmente, partirebbe da una quota di 1.400 metri s.l.m.?  
Sarebbe stato corretto affermare “li mettiamo anche a Montecristo, stazione fondamentale per lo sviluppo turistico estivo e invernale dell’intero comprensorio, dopo averli posizionati a Campo Imperatore“.
Lo sa, signor sindaco, che nel Cantone Ticino, in Svizzera, il Consiglio di Stato prende in considerazione solo i progetti di rilancio delle stazioni sciistiche che hanno un’altitudine di almeno 1.800 metri s.l.m.? 
Credo di capire dove si voglia arrivare con questo improvviso innamoramento per Montecristo, perchè in matematica due più due fa sempre quattro.
Avendo grosse difficoltà a far digerire, a parte della sua maggioranza, il progetto di collegamento Scindarella – Fossa di Paganica e non sapendo minimamente come affrontare le direttive di Natura 2000, si prova a ripiegare con la semplice sostituzione della seggiovia “Le Steppe – Montecristo” potenzialmente fattibile senza grossi ostacoli ai sensi della Direttiva Habitat. 
Non ci provi sindaco.
Saremo attenti e severi vigili sulla situazione; senza il collegamento Scindarella – Fossa di Paganica non si buttano soldi pubblici su Montecristo.
Il risultato, ad oggi, è che la nostra stazione, sebbene sia la più alta dell’Appennino, è chiusa.
Di contro Roccaraso-Pratello-Pizzalto, Ovindoli, Pescasseroli, Campo Felice sono stazioni aperte, anche solo parzialmente, grazie all’innevamento artificiale programmato.
Caro sindaco vorrei chiederle, inoltre, come riesce ad affermare, con toni soddisfatti, che il ristorante di Campo Imperatore, il giorno di S.Stefano, ha addirittura incassato €1.200, che corrispondono a 30-40 coperti, considerandolo un ottimo risultato? 
Senza nulla togliere al grande impegno degli addetti e dell’Amministratore Unico per rendere la struttura ospitale, in questi giorni solo il bar, nella mattinata, dovrebbe incassare simili cifre risibili per i servizi di una stazione sciistica; non accetterei nemmeno sventagliate dei risultati di capodanno che, sappiamo tutti bene, si lavora molto qualsiasi siano le condizioni meteo-nivologiche.
La prego sindaco, infine, di smetterla di fare proclami al vento; la smetta di comportarsi come il Dr. Jeckyll e Mr. Hyde sul futuro del Gran Sasso parlando di argomenti che nemmeno conosce. 
Quantomeno scelga meglio i suggeritori. 
Cominci a pensare concretamente alla grave crisi che attanaglia le genti e gli imprenditori delle frazioni pedemontane. 
Pensi a fare il sindaco in questi pochi mesi che le rimangono poichè, al parere di chi scrive e non solo, non le riesce affatto bene
Cordiali saluti;
Luigi Faccia