La Nostra Risposta Al Ministero

Come al solito si fa cattiva informazione ed i delegati al rispetto della natura preferiscono fare dei gran minestroni per confondere e minacciare velatamente la popolazione, la quale si è espressa del tutto legittimamente attraverso lo strumento della Partecipazione Popolare (vedi Petizione).

Cominciamo col dire che il Ministero dell’Ambiente, dichiara una semplice e ovvia osservazione, mentre tutto il resto viene aggiunto dalle dichiarazioni del presidente di Italia Nostra dell’Aquila che forse non ha ben capito i passaggi di una petizione popolare e l’applicabilità di una norma dell’Unione Europea.

Distinguiamo le tre parti salienti della discussione/comunicazione pubblicata ieri sui media:

La prima. Il Ministero, leggendo la segnalazione di un esponente ambientalista ma non la delibera di Giunta Comunale, cita l’art. 6 par. 2 della Direttiva Habitat in cui si prevede, per le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), di adottare le opportune misure per evitare il degrado degli Habitat e delle Specie. Al riguardo, ricordiamo al Dirigente Ministeriale ed al solerte segnalatore, che i siti di cui stiamo parlando non sono ancora stati individuati come ZSC e sono inoltre inseriti nel Piano del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga non ancora approvato dal MINISTERO. Quindi non vediamo assolutamente la possibilità di un qualsiasi contenzioso comunitario relativo dall’art. 6.2 citato dal Ministero stesso.

La seconda. Il Comune dell’Aquila con la “Delibera di Giunta N. 374 del 20/09/2018 – Petizioni Associazione Culturale Di Promozione Della Montagna “Progetto Montagna” – Art. 7 Comma 1 Dello Statuto Del Comune Dell’Aquila E Art. 11 Comma 4 Del Regolamento Sugli Istituti Di Partecipazione– Adozione Motivata Decisione, non fa altro che riconoscere la Petizione come strumento di Partecipazione previsto dal proprio Regolamento. Dopo aver controllato le firme e reso ammissibile il quesito ed il relativo risultato, lo inoltra semplicemente all’Ente competente, la Regione Abruzzo. Quindi non trattasi di decisione esecutiva ma di semplice presa d’atto con motivazione e comunicazione. Anche in questo caso non vediamo nessuna infrazione comunitaria all’orizzonte.

La terza. Il pastrocchio di Italia Nostra, che nelle dichiarazioni del presidente aquilano invece di placare gli animi per giungere ad una soluzione utile sia alla natura che alla popolazione, preferisce usare l’arma del ricatto ed il solito spauracchio dell’Europa. In particolare, è completamente falsa l’eventualità che si possano perdere finanziamenti per agricoltori ed allevatori, sia perché non ne hanno beneficiato sino ad oggi, sia perché un eventuale accoglimento della nostra proposta di cui sopra, aumenterebbe considerevolmente i fondi a disposizione per le attività rurali.

Come è assolutamente falso che nessuno studioso abbia sottoscritto e svolto un corposo studio scientifico, infatti tale studio esiste e dimostra quanto sosteniamo da anni.

Inoltre, l’espressione “modo carbonaro” utilizzato da Italia Nostra nel proprio comunicato, a noi ricorda sicuramente il metodo usato da una “misteriosa manina” in occasione dell’individuazione delle zone SIC e ZPS (trasgredendo l’art. 2 par. 3 della Direttiva Habitat).

Speriamo con questa nota di aver chiarito, una volta per tutte, i passaggi svolti in osservanza delle Direttive Europee già adottate da numerose Regioni Italiane e dell’Unione Europea, in merito alla rivisitazione dei siti di Natura 2000 e delle Aree Protette.

Invitiamo piuttosto Italia Nostra e le altre associazioni ambientaliste a rendersi partecipi nella creazione di nuovi servizi e posti di lavoro sulla nostra amata montagna, servizi che tutto il mondo ci sta chiedendo.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

 

Le nostre linee programmatiche

Il comunicato di FederTurismo di 3 giorni fa ci rincuora.

E’ noto a tutti infatti che il nostro Gruppo si sia sempre battuto per ottenere infrastrutture adeguate al Turismo Sportivo, ma forse fino ad oggi erano ancora pochi quelli che ne conoscevano veramente le potenzialità, amministratori compresi.

Ora se n’è accorta anche Confindustria.

Un turismo sano, da vivere all’area aperta e soprattutto in tutte le stagioni (destagionalizzazione), anche quando il mare e la montagna non hanno poi tanto da offrire in termini meteorologici.

Secondo noi il nostro territorio ha delle peculiarità uniche per chi ama gli sport outdoor, ma malgrado tutti ne parlino sono ancora poche le iniziative e le necessarie infrastrutture ad essere presenti.

Ricordiamo:

– La grande occasione dei Progetti C.A.S.E. di Assergi e Camarda , riqualificabili con piccoli investimenti in Villaggi Sportivi per squadre, club, parrocchie, colonie, convegni, ritiri etc. con annesse strutture indoor (palestre-piscine etc).

– La disponibilità di alcuni fondi pubblici per riattivare Monte Cristo e Fossa di Paganica, vere mecche per ciclisti, trekkers, bambini, anziani e disabili, ma sopratutto in grado di decongestionare le alte cime che stanno soffrendo un carico di presenze esagerato.

– Sempre con alcuni Fondi disponibili, dopo le ferrate, bisognerebbe ritracciare e ripulire i sentieri di media montagna, quelli più importanti, quelli che permetterebbero a CHIUNQUE di godere dei nostri panorami mozzafiato e non soltanto , come avviene oggi, ad esclusivo uso e consumo degli alpinisti ironman. Fare delle ciclabili in grado di connettere i borghi.

– E poi l’abbattimento delle barriere architettoniche , il riordino dei flussi di traffico in località Fonte Cerreto, Campo Imperatore e Fonte Vetica. Le aree di sosta attrezzate per Camper (con fosse biologiche), il collegamento con i Borghi che malgrado distino qualche km dalla montagna in alcune stagioni sono eccessivamente isolati.

– La creazione di alternative a luoghi troppo sfruttati, cominciando da Fonte Vetica, dove c’è un rifugio in meno, mentre altri sono nascosti ed abbandonati lontani dai tour trafficati.

– La ricostruzione post terremoto di Assergi , Camarda, Arischia, Aragno, Collebrincioni etc. per noi da considerare prioritari per la nascita di B&B e affini in grado di raddoppiare o quasi gli attuali posti letto, assolutamente insufficienti specialmente in alta stagione.

– Riattivare i programmi scolastici anche in autunno e primavera per avvicinare gli studenti , con costi bassissimi, alle attività outdoor.

– L’ottimizzazione delle Aree Protette chiarendo una volta per tutte cosa si può fare cosa no e sopratutto presidiando il territorio con richiami, multe e sanzioni a chi frequentandolo solo per qualche ora ci lascia immondizia e danni ambientali.

Potremmo continuare per ore e ore…. anche con il vostro aiuto, ad elencare cosa si può fare, quanti posti di lavoro, quanti giovamenti per le nostre popolazioni possono essere creati con un’azione forte e mirata.

Contenuti ampiamente snocciolati nella nostra “Carta del Gran Sasso” consultabile sul nostro sito.

Non basterà un Hotel 5 stelle lusso al rilancio dei territori del Gran Sasso, senza adeguati investimenti, piani industriali di sviluppo e sinergie tra operatori rischierà di essere solo l’ennesima cattedrale nel deserto.

#SaveGranSasso

Progetto Montagna

 

Una Data Storica Per L’Aquila

Oggi, 20 settembre 2018, è una data storica per la città dell’Aquila ed il suo territorio.

A quasi due anni dall’inizio della raccolta firme, la Giunta Comunale ha approvato il testo e le richieste delle due Petizioni Popolari sottoscritte e recanti in calce ben 11.200 firme di cittadini residenti nel Comune.

La Giunta, con il suo voto, ha sancito, ai sensi dello Statuto e del Regolamento sugli Istituti di Partecipazione, la conclusione del più grande iter democratico e partecipativo messo in atto nel Comune Capoluogo di Regione.

Progetto Montagna #SaveGranSasso con i suoi sostenitori, hanno dato vita al più grande movimento di opinione e sensibilizzazione su temi delicati ed attuali, ai più sconosciuti, ma importantissimi per il futuro turistico ed economico della città.

Ha fornito documentazione, studi scientifici e proposte concrete sulla gestione e la rimodulazione dei vincoli delle Direttive Natura 2000, proponendo le basi per uno sviluppo compatibile sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico.

Sinceramente questo è il più grande risultato che noi tutti speravamo di ottenere e che probabilmente abbiamo raggiunto.

Ringraziamo con affetto e gratitudine tutti i sottoscrittori delle 11.115 firme, i volontari dei banchetti che hanno girato tutto il territorio comunale, i Consiglieri Comunali che hanno vidimato e validato le sottoscrizioni, le ASBUC di Assergi, Arischia, Aragno, Camarda e Filetto, la stampa che ci ha seguito con attenzione ed a volte ci ha anche sopportato.

Un ultimo ringraziamento, e non per importanza, va alla Giunta Comunale che ha creduto in questo movimento ed ha rispettato la volontà dei propri cittadini.

Adesso la palla sul percorso amministrativo da seguire, indicato peraltro dai testi delle due petizioni, passa ai rappresentanti del Comune dell’Aquila ed al Presidente della Regione Abruzzo.

BUON LAVORO E FORZA GRAN SASSO !!!!!!

Progetto Montagna

#SaveGranSasso

In Risposta All’Ex-Consigliere Perilli

 

FOTO 1 – Procedura di VIA presso la Regione Abruzzo

Finalmente, a distanza di due anni, grazie all’intervento del “Conservatorista” Enrico Perilli che, da ex consigliere comunale ed ex presidente della commissione territorio, va al contrattacco sulla questione Fontari, si scoprono gli altarini che si celano dietro la mancata realizzazione della nuova seggiovia Fontari (percorso spostato) funzionale, per non essere troppo di parte, almeno alla questione vento.

 

Infatti la decisione di abbandonare il progetto del nuovo percorso e ritirarlo in sede di Comitato VIA Regione Abruzzo del 3 dicembre 2015 Giudizio 2588  (FOTO 2,3 e 4 ) è dovuta solamente ed esclusivamente ad una questione politica.

 

Con l’unico scopo di sorreggere l’allora traballante maggioranza al comune dell’Aquila si arrivò all’accordo con le associazioni ambientaliste ed il Conservatorista Perilli, per abbandonare il progetto nonostante avesse la Valutazione d’Incidenza Ambientale favorevole redatta dall’Ente Amministrativo competente e cioè il Comune dell’Aquila (Det. Dir. 136 del 24 luglio 2015 e nota esplicativa n. 88317 del 5 ottobre 2015) (FOTO 4 e 5). Anche qui, per maggiore chiarezza, alleghiamo lo stralcio dei riferimenti amministrativi e dell’osservazione fatta, a termini scaduti, dal Conservatorista Perilli.

 

Rientrava nell’accordo, probabilmente, anche l’affondamento dei quesiti referendari di modifica dei confini, poi sostituiti, con enorme successo, dalla raccolta firme per le due Petizioni del Gran Sasso.

 

E’ inutile che adesso il Conservatorista Perilli si affanni ad attribuire ad altri la colpa dei ritardi di realizzazione della Seggiovia Fontari, confondendo i fatti e le situazioni, perché tale ritardo è da imputare, senza ombre di dubbio, alla gestione del Centro Turistico del Gran Sasso che, improvvidamente, pur in possesso delle progettazioni pronte dall’autunno del 2016 (un anno dopo il Comitato VIA della Regione), ha consegnato una copia brevi mani, ai vertici del Parco Nazionale del Gran Sasso in una riunione svoltasi a Palazzo Fibbioni il giorno 14 marzo 2017 in cui erano presenti anche il Sindaco Massimo Cialente, la nostra associazione ed il rappresentante degli albergatori del Gran Sasso. (FOTO 6 e 7)

Per ultimo, ma non per importanza, concludiamo col dire che la richiesta di riattivazione della procedura di VIA presso la Regione Abruzzo (Foto 1), è stata inviata dal Centro Turistico del Gran Sasso in data 22 marzo 2017.

Saremo pure “sviluppisti”, simpatico nomignolo attribuitoci, ma noi teniamo realmente allo sviluppo economico della valle ed alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Il Gran Sasso rappresenta una grossa occasione che stiamo perdendo, per questo continueremo ad urlare malgrado lo stupore dei conservazionisti.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

FOTO 2 – Comitato VIA Regione Abruzzo

 

 

FOTO 3 – Comitato VIA Regione Abruzzo

 

FOTO 4 – Det. Dir. 136 del 24 luglio 2015 e nota esplicativa n. 88317 del 5 ottobre 2015

 

 

FOTO 5 – Det. Dir. 136 del 24 luglio 2015 e nota esplicativa n. 88317 del 5 ottobre 2015

 

 

FOTO 6 – Riunione a Palazzo Fibbioni

 

 

FOTO 7 – Riunione a Palazzo Fibbioni

La Seggiovia Fontari e i Fondi Europei

 

 

 

 

 

 

 

Ricordate il caso “scoppiato” nell’estate del 2015?

Sostanzialmente venne “rigettato” dagli uffici dell’Ente Parco GS il progetto di sostituzione della seggiovia con un nuovo tragitto, più sicuro e razionale. Una seggiovia più lunga che metteva in collegamento la zona Scindarella con l’imbarco della funivia evitando inutili e rischiose passeggiate, specialmente senza sci e in caso di maltempo, al riparo da una zona ventosa sin dai tempi della nascita di Eolo. Una scelta dettata da motivi di sicurezza, non certo dalla stoltezza umana, come qualcuno ha preferito credere.

Ebbene quella “doccia fredda” fece scoppiare le ire del Sindaco, poi quelle del Consiglio Di Amministrazione del Parco creando una spaccatura interna non da poco, poi quelle della popolazione…. Ma anche quelle delle associazioni ambientaliste che fecero quadrato appellandosi alla protezione di una zona “preziosa” (andatela a vedere).

Si arrivò cosi verso l’autunno abbastanza sicuri che tra la mera sostituzione e il nuovo progetto si scegliesse la strada della mediazione con una terza soluzione da trovare a tavolino.

Ma così non fu.

Come risulta dagli atti della Regione, infatti, il nuovo progetto fu “ritirato” dall’Amministratore Unico del CTGS prima che potesse andare in discussione alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che avrebbe potuto rivedere, scavalcare o mediare il parere degli uffici tecnici del Parco.

Insomma l’augurata strada della “via di mezzo” non venne neanche intrapresa, in barba anche alle normative europee che , proprio per evitare costose risse, prevedono un’ampia discussione delle soluzioni alternative di un progetto in aree Sic e Zps.
Un atro atto, dell’amministrazione del CTGS, del tutto arbitrario e privo di logica.

Si usò la scusa dei fondi PAR-FSC per azzittirci, perché, cosi ci fu detto, rischiavano di essere persi decorso il 31/12/15 se non fosse partito il cantiere.

Cantiere partito nel luglio del 2017.

Circa 2,5 milioni , assegnati al progetto dalla Regione Abruzzo, ai quali vanno ad aggiungersi altri 5,2 milioni di fondi CIPE, già in cassa, per completare l’opera , prevista per 7,7 milioni.

Così, a gara ormai affidata, con regolare bando, si passò da un progetto di 1,4 km ad uno di mera sostituzione di soli 900 metri circa allo stesso prezzo, un vero affare.
Un danno economico pazzesco che le intricate maglie del Codice degli Appalti non hanno permesso di rivedere, cosi come l’esterrefatta ditta appaltatrice, che ci guardava con occhi sgranati e stupiti.

Ma che fine hanno fatto quei 2,5 milioni? Dai recenti controlli effettuati sui conti del CTGS non c’è traccia.

Dall’esamina attenta del Disciplinare (foto2) previsto per i fondi Par-Fsc , firmato tra CTGS e Regione Abruzzo, emerge che entro la data di avvio dei lavori e successivamente per altri 5 step dovevano essere richieste le rispettive anticipazioni (Sal). Quindi, ad oggi, dovevano essere stati richiesti almeno 3 Sal su 6 per un importo complessivo di circa 1,3 milioni.

E’ stato fatto?

NO e siamo fortemente preoccupati perché il suddetto disciplinare prevede una serie di cavilli, limiti, rivalse, more e ammende, del tutto legittimi in un finanziamento europeo, che potrebbero comportarne la revoca, con dei danni economici incalcolabili.

Insomma ci ritroviamo un progetto che non volevamo per non perdere 2,5 mil , ma è costato circa 1,5 milioni in più e rischiamo di perdere la differenza.

Purtroppo un altro pessimo esempio di come stiamo trattando le tasse dei contribuenti, i progetti di sviluppo europei e le casse disastrate di una Società pubblica.

#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

18 Gennaio 2017, Prevenzione e Sicurezza

di Fausto Tatone

18 gennaio 2017

Un giorno che non dimenticherò mai.

Rigopiano, la maledetta valanga si sganciò intorno alle 16 di quel pomeriggio.

 

progetto C.A.S.E. di Assergi

Poi le ansie e le paure, eravamo bloccati in mezzo alla tormenta al progetto case di Assergi e nessuno riusciva ad aiutarci.

Inutili i tentativi di un semplice spazzaneve, vane le mille chiamate al telefono dedicato del Comune di L’Aquila dove ripetevano in continuazione che stava arrivando la turbina, la stessa che aspettavano in tanti… Arrivò infatti soltanto il giorno successivo.

 

E poi quell’incredibile sequenza di scosse, 5.3, 5.4, 5.3, 5.1 quasi venuta dal nulla.

 

strade inagibili

Tutti cercavano di fare qualcosa per nascondere il terrore. Un terrore diverso da quello del 2009: non potevamo fuggire, non potevamo allontanarci neanche di 1 metro dalle palazzine perché fuori infuriava la bufera. Il tentativo di aprire la strada a mano, con le pale, fallì miseramente.

 

 

Le ore passavano, si susseguivano notizie confuse, sconcertanti: la strada 17bis bloccata, il paese di Assergi isolato, la valanga di Ortolano, gli strani allarmi da Farindola, quelli da Prati di Tivo e da Campo Imperatore.

Anche da Pescocostanzo, dove sarei dovuto essere per lavoro, le notizie non erano confortanti, ma sembrava che, almeno loro, fossero più preparati di noi. In contatto con il Sindaco del posto non esitai a dare l’ok per sfruttare i mezzi e gli uomini della Vallefura, società gestore degli impianti sciistici, per dare una mano in paese. Capii , in quei frangenti, che l’Abruzzo interno era in piena emergenza.

 

elisoccorso 118

Poi arrivò il 118, in elicottero, la conferma che il progetto case era completamente isolato.

 

 

 

 

 

difficoltà nell’atterraggio

Non riusciva ad atterrare, sia per il vento sia per la neve che polverizzandosi rendeva la visibilità vicina allo zero.

Ma alla fine ci riuscì, lontano dalla zona abitata. Partì una colonna di uomini in direzione delle palazzine, mentre tutti spalavano la neve per creare dei sentieri di collegamento.

 

 

 

arrivo dei soccorsi

Anche i cani si resero utili e scortarono quegli uomini fino a destinazione.

 

Dopo minuti di estrema ansia arrivò la voce “Tutto bene!!!!”. Chi aveva chiesto aiuto se la cavò con poco, forse con delle medicine urgenti e con l’aiuto dei dottori.

 

 

L’elicottero riparti e decidemmo che malgrado tutto dovevamo rientrare in casa e aspettare pazientemente. La paura non mollava. Ma la razionalità ci diceva che il posto più sicuro erano proprio quelle C.A.S.E., antisismiche.

Purtroppo i TG lanciarono la notizia ufficiale della tragedia di Rigopiano e passammo la notte a vedere quelle incredibili immagini in TV.

Il mattino seguente la bufera si placò , ogni tanto il sole faceva capolino e guardando la montagna ci accorgemmo che i boati sentiti distintamente il giorno prima erano dovuti alle numerose valanghe cadute

le valanghe sul versante aquilano del gran sasso

 

turbina in azione

Finalmente arrivò la turbina. Erano le 12. L’incubo sembrava essere finito.

Seguirono i giorni di angoscia e di dolore per Rigopiano e per Ortolano, arrivò la batosta dell’elicottero caduto sopra a Lucoli, era il 24 gennaio.

 

 

Nel frattempo la strada provinciale 17 bis, nelle due diramazioni Campotosto e Campo Imperatore , rimaneva chiusa, malgrado lo scioglimento delle nevi , fino ai primi di maggio.

Una serie di eventi, solo in parte dovuti alla forza della Natura, che scatenarono infinite critiche al sistema di protezione e di prevenzione della Regione Abruzzo e di tutti gli Enti preposti.

Si partorì così un topolino: la carta delle valanghe per l’intera Regione (dimenticata da anni in un cassetto) e per la zona dell’aquilano anche l’acquisto di una nuova fantasmagorica Turbina da 500.000 euro. Soldi presi dall’ennesima rimodulazione del piano di investimenti destinati al rilancio del Gran Sasso, ma la cui custodia sarà affidata al Comune di Castel del Monte.

Nella realtà anche un’altra azione fu prevista: la 17bis è stata affidata all’Anas, ma solo sulla tratta Bazzano – Assergi fino al casello A24, in modo da poter garantire la sicurezza dei centri abitati, lasciando però il collegamento con Fonte Cerreto in mano alla Provincia, mai come ora disastrata e senza un Euro. Confermando in qualche modo che quella strada avrà dei seri problemi durante il prossimo inverno.

#SaveGranSasso attraverso la sua Associazione Progetto Montagna è stato l’unico a presentare delle osservazioni alla “Carta delle Valanghe”, l’unica Associazione ad esser presente a tutte le riunioni per capire meglio di cosa si trattasse e soprattutto per far capire meglio le caratteristiche orografiche del nostro territorio, le nostre pecche, le nostre negligenze e le possibili soluzioni.

Da allora, complice la bella stagione, poco, troppo poco, si è parlato di questi problemi, e oggi a soli 50 giorni dall’inizio delle possibili nevicate e relativi disagi, ancora non sappiamo quale sia il sistema di PREVENZIONE e di PROTEZIONE previsto per le nostre zone.

Esistono mezzi e sistemi complessi per rendere sicuri questi luoghi, non tutti li conoscono, non tutti sanno cosa sia una bufera di neve o una valanga, cosa fare e cosa non fare.

Temiamo per il Gran Sasso, per Campo Imperatore e per tutto il sistema economico e sociale ad esso collegato.

Bisogna correre per trovare delle soluzioni che possano mettere al sicuro le zone interne montane e per evitare che siano dimenticate, per l’ennesima volta.

#SaveGranSasso

#ProgettoMontagna

 

Turisti Non Per Caso (Seconda Parte) : L’Eredità

Foto 1

di Fausto Tatone

Un viaggio nel mondo della promozione turistica abruzzese per cercare di capire a che punto si trova lo stato dell’arte, chi sono gli attori, cosa è stato fatto finora e cosa è previsto per il futuro.

Questo capitolo , intitolato appunto “l’eredità”, è dedicato alla nuova Amministrazione della Città. Un “Punto Nave”, lo chiamerebbero i marinai, dal quale ripartire, speriamo seriamente questa volta.

Cosa eredita il nuovo Sindaco dal vecchio, turisticamente parlando?

Di cose sul turismo aquilano se ne sono sentite tante…. specialmente negli ultimi mesi.
Ma come siamo messi realmente ?
Il percepito della popolazione corrisponde a verità?
Quali sono le potenzialità reali della nostra zona?
Cosa si è fatto fino ad oggi?

Queste sono solo alcune delle domande che ci siamo posti per non cadere nel tranello dei discorsi da bar, spesso orientati al pessimismo cosmico o a un ingiustificato ottimismo.

Abbiamo trovato molte risposte in tanti studi condotti da Istat, da Cresa, da Unioncamere e da tante altre società pubbliche/private che si occupano di statistica. Ma alla fine ne abbiamo scelto uno, per non annoiarvi troppo con numeri e percentuali, che riesce in pochissimi grafici a descrivere un panorama molto complesso, se analizzato nelle sue mille sfaccettature.

Una ricerca che analizzata solamente i 115 Comuni Italiani Capoluoghi di Provincia, tagliando di netto tutte le possibili contaminazioni create dai territori limitrofi, a volte raggruppati in gruppi omogenei tipo mare, montagna, citta d’arte, laghi etc., che non rispecchiano esattamente la suddivisione politica della nostra penisola e con essa le relative scelte economiche e sociali locali.

Il titolo è “Osservatorio Nazionale Spesa Locale e Turismo Sostenibile” il cui obbiettivo è quello di produrre una “classifica dei comuni più sostenibili turisticamente in relazione alla spesa pubblica locale”.

Paroloni che, in sintesi, riassumono chi ha le potenzialità per attrarre turismo e chi no, in base alle scelte delle Amministrazioni.

Dov’è L’Aquila?

  • Nella classifica relativo del 2015, ultima disponibile, si trova al 114° posto su 115 (foto 1).
  • Nei raggruppamenti (cluster) si trova tra “i Comuni con deboli dinamiche economiche e           sociali che presentano debolezze strutturali in cui si stenta a far decollare il turismo” (foto 2 e foto 3).
  • Ne deriva un grafico riepilogativo (foto 4) che lascia pochissimo spazio ad interpretazioni fantasiose. In compagnia di Teramo e Chieti e di molte altre città del Sud, L’Aquila è nel quadrante più critico, basso indice di bilancio, basso indice globale.

Un panorama fosco, sicuramente, dove risulta lampante e indiscutibile che L’Aquila, con l’Abruzzo intero, ha bisogno di una grande cambiamento di strategie da concordare con tutto il territorio. Ma più di ogni altra cosa emerge la necessaria, urgente e indispensabile azione dei Governi locali.

Poco possono fare gli imprenditori privati attivi nel settore turistico ai quali viene chiesto continuamente di investire per adeguare le strutture ricettive, i servizi e il marketing, se gli stessi non vengono valorizzati e supportati adeguatamente attraverso la Conoscenza , la Competenza e la Spesa Pubblica delle Amministrazioni Locali.

Ci auguriamo che questa stringata pubblicazione possa far accendere una lampadina alla nuova Amministrazione Comunale e con essa all’intera Città.

Il Turismo è un bene di tutti e per tutti, prima sociale poi economico, chi pensa sia solo un settore del sistema produttivo non è figlio dell’economia moderna.

#ProgettoMontagna

#SaveGranSasso

Credits: Bruno Trentin Associazione per Ente Bilaterale Nazionale per il Turismo, Provincia di Rimini, Unione Province d’Italia.
FONTE

Foto 2

Foto 3

Foto 4

 

Questo è solo l’inizio

Di Lucio Scipioni

progetto-montagna-logo

Da lunedì inizia la vera battaglia!!

Sarà una guerra di nervi, di propaganda, di potere, di visibilità, di numeri, di scienza, di coscienza, ecc. Si tratterà, insomma, ogni giorno, camminare lungo la “salita” che abbiamo appena cominciato a conoscere.

Tanti saranno gli ostacoli che incontreremo, molti saranno insuperabili, molti si supereranno, ma la “volontà” da cui dipende il risultato difficilmente sarà da noi addomesticabile.

Ho la sensazione che dovremo accusare anche qualche colpo proibito, importante sarà non porgere l’altra guancia ma puntare dritto all’obiettivo. Perché di questo si tratta, di raggiungere quell’obiettivo. E si può farlo  solo dando continuità all’azione intrapresa, senza dimenticare di osservare e analizzare ciò che ci succede tutt’intorno.

Un primo traguardo, comunque, è già nella borsa di Luigi. È il risultato dell’impegno di molti, ma è soprattutto il risultato dell’ “informazione”, quella che ha reso coscienti dei fatti e dei luoghi imprigionati dal volere di pochi a danno di tutti. Informazione che per noi si è tradotta in “firme per la causa”.

INTERVISTA DI LUIGI FACCIA A RADIO L’AQUILA 1 DEL 2 DICEMBRE 2016 (CLICCA PER APRIRE)

Cogliamo l’occasione per ricordarvi l’appuntamento, avente oggetto il Resoconto Petizione Popolare ed azioni per l’immediato futuro, che si terrà  presso il Comune di L’Aquila in località Villa Gioia (Sala “Luciano Fabiani”)  lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 11:30.

L’Associazione Culturale di Promozione della Montagna “Progetto Montagna”, illustrerà alla stampa ed alla città i seguenti Argomenti:

1) Comunicazione risultato Petizione Popolare e ringraziamenti;

2) Iter successivo al deposito c/o il Protocollo Generale del Comune delle
firme;

3) Richieste ed azioni per l’immediato futuro;

4) Situazione legislativa attuale: Piano del Parco, Piano di gestione dei
SIC, Misure di Conservazione;

5) Conclusioni: cosa farà Progetto Montagna ?

Siamo fiduciosi in una vostra partecipazione vista l’importanza degli argomenti.
Cordiali Saluti a tutti!

#ProgettoMontagna

#SaveGranSasso

 

Petizione Gran Sasso, oltre 3600 firme!

3600-firme

di Fausto Tatone

Chi l’avrebbe mai detto (?)
Tremilaseicentoundici persone per due quesiti fanno 7222 firme

Firme lasciate con consapevolezza dietro presentazione di un documento di riconoscimento per validare età e residenza. Solo chi ha più di 16 anni ed è residente nel Comune dell’Aquila può firmare o chi dimostri di averne interessi diretti, quali lavoro o studio.

Insomma una petizione fatta rispettando un regolamento democratico preciso, quello sulle Istituzioni Partecipative della nostra città.
In appena 36 giorni dalla data di inizio, con solo 12 uscite e banchetti organizzati tra la gente per la gente, si è creata un’occasione unica per incontrare tante persone, per ascoltarsi, per confrontarsi, per abbracciarsi e per ricordarsi che la DEMOCRAZIA esiste se c’è IMPEGNO.

300 consensi al giorno sono un vero record.

Senza nulla togliere alle centinaia di petizioni fatte online comodamente seduti in poltrona e senza “certificare” l’identità del firmatario, la nostra è un’iniziativa attiva, faticosa, struggente.

Rinunciare ai week end e ai giorni di festa, 12 per l’esattezza, dedicandoli alla propria causa e alla propria città, rimanere per ore ad aspettare, a scrivere, a rispondere alle domande… ha un sapore del tutto diverso

Non sono bastati i tentativi di farci passare come “politicizzati” a rendere questa stupenda avventura diversa da quello che voleva essere: un tentativo di risvegliare le nostre coscienze e tornare protagonisti della vita sociale…è la soddisfazione più grande.

Molti esponenti locali delle varie fazioni politiche non hanno esitato a capirne il vero valore e sono corsi a darci sostegno.

A loro il nostro ringraziamento perché ci hanno dimostrato che davanti allo sviluppo economico, al senso di appartenenza e alla voglia di fare “bene” non esistono colori .

Ma il ringraziamento più grande lo dedichiamo a quelle 3611 persone che ci hanno scaldato con i loro sorrisi, con le loro chiacchiere, con i loro caffè e con il tratto indelebile della loro esistenza lasciato con l’uso di una penna su un foglio dov’è scritto poco o nulla delle vera forza che ci spinge.

Guardiamo stamane la nostra Montagna con occhi diversi.
Malgrado le brutte angosce che pervadono le nostre menti , possiamo dire che diventa giorno dopo giorno sempre più nostra.

Grazie L’Aquila !!!!!! ricordatevi di ringraziarvi perché da oggi esistete più di prima.
Ci vediamo nel prossimo week end.
#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna
#PetizioneAq

 

Non Uccidete i Popoli Di Montagna!

spopolamento

Che si debba accettare che il modello di vita imposto dalla nostra società civile negli ultimi decenni, insieme alle difficoltà economiche, possano determinare un lento spopolamento delle aree interne dell’Appennino Centrale, è nella consapevolezza dei nostri popoli di montagna.

Il fatto, però, che questo fenomeno debba essere guidato e governato da parte di chi è interessato al mantenimento delle sue comode poltrone molto più che alla cura dell’ambiente naturale, non può più passare inosservato.

Invitiamo tutti a leggere il programma del movimento europeo “Rewilding Europe” che prevede, per i nostri territori montani, l’obiettivo primario e dichiarato del loro abbandono a favore del ripristino di una naturalità dei luoghi – completamente privi di uomini – che sia a servizio dei piaceri turistici di chi, da ogni parte dell’Europa, voglia venire a visitarli.

Dietro tali politiche perfide e vigliacche si muove silenziosamente il sistema italiano dei Parchi, anch’esso preoccupato del mantenimento delle proprie posizioni di potere più che della salvaguardia del territorio.

Ne è testimonianza chiara quanto efficace il fatto che in questi giorni si stia portando alla approvazione definitiva il Piano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (che tra pochi anni sarà unito con quello dei Monti Sibillini e della Majella nonché con il Parco Regionale del Velino – Sirente) nell’assoluto disinteresse degli enti che dovrebbero avere a cuore la storia, le tradizioni e soprattutto il futuro dei nostri popoli di montagna che così poco contano in termini elettorali, ma che tanto sono determinanti per la vita di questi territori.

Questo Piano, che se approvato senza modifiche, porterà per decenni ad abbandonare ogni speranza di rilancio turistico ed economico dei nostri territori, elude qualsiasi riferimento alle forme di sviluppo turistico sostenibile, pur se già inserite all’interno di strumenti di pianificazione (regionali e comunali) vigenti, ma completamente ignorati.

Perché il Comune dell’Aquila (50% della popolazione del Parco) ed altri enti locali coinvolti in questo processo distruttivo non dicono nulla?

Dov’è la coerenza del Piano del Parco proposto con il tanto sbandierato Piano Strategico del Comune dell’Aquila?

Dov’è la coerenza con il Piano d’area del Gran Sasso Aquilano e con quelli di altre zone della Provincia di Teramo?

Dove sono i riferimenti alle necessità vere dell’agricoltura e della pastorizia nelle quali risiedono le radici della nostra storia?

Questo Piano e soprattutto le politiche regionali, nazionali ed europee che lo sostengono, se non contrastati porteranno alla distruzione delle nostre tradizioni, allo spopolamento totale dei nostri centri montani, all’abbandono del nostro territorio a vantaggio della burocrazia verde, dei ministeriali che giudicano la nostra vita in montagna guardandola in TV, di chi nelle associazioni ambientaliste tradisce i propri iscritti preoccupato del mantenimento della sua posizione più che della salvaguardia della Madre Terra e di chi, amministrando la nostra vita pubblica, sta svolgendo la propria funzione nell’ignavia e nel tradimento.

 

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