La Flora a Orologeria (Secondo Tempo)

IL PROGETTO LIFE FLORANET
Tra gli innumerevoli scopi “scientifici“, uno ci è saltato subito agli occhi (nel lontano 2016) e dice: “LA CONSERVAZIONE IN SITU (“nel proprio ambiente”) COMPRENDE, IN PARTICOLARE, LA PROTEZIONE ED IL RINFORZO DELLE POPOLAZIONI ESISTENTI MINACCIATE DALLE ATTIVITA’ UMANE……” “LA RIDUZIONE DEGLI IMPATTI DEL TURISMO SULLE SPECIE TARGET PREVEDE UNA RIORGANIZZAZIONE DEI FLUSSI TURISTICI NELLE AREE DI PRESENZA DELLE SPECIE (sentieri, strade, itinerari a cavallo ecc.)“.
Siamo partiti dalla fine perché di solito, sulle comunicazioni web e giornalistiche, ci si sofferma solo all’inizio ed ai titoloni. Vi preghiamo, invece, di leggere tutto per comprendere l’intera vicenda.
Qualche tempo fa qualcuno affermava che Scienza e Complottismo sono mondi separati. L’equazione sarebbe valida solo se dietro a ciò non ci fossero gli uomini e le donne che la falsano con le loro convinzioni.
Perché questa premessa ??? Perché noi non abbiamo mai creduto alle coincidenze fortuite e soprattutto abbiamo sempre sostenuto che alcune “scoperte” sono ad “orologeria” perché viziate dal dolo.
La conferma di tutto ciò, purtroppo, l’abbiamo avuta con la presentazione ad Avezzano della richiesta di “AMPLIAMENTO DEI SIC”, aree vincolate in cui c’è massima tutela dell’habitat naturale e delle specie animali, nei Parchi d’Abruzzo, al fine di salvaguardare alcune tipologie di flora.
Da dove arriva questa richiesta ? Dal resoconto del PROGETTO LIFE FLORANET. Che casualità! Sapete dove comincia questa ulteriore storia di finanziamenti europei destinati all’aria fritta e solo per imbavagliare un intera regione ? Esattamente  da una serie di “scoperte sensazionali di fiori“.
LA STORIA DELLE CONCLUSIONI:
  1. Siamo nel 2016 quando Bartolotti annuncia la realizzazione di nuovi impianti di risalita ad Ovindoli ed immediatamente, il 25 Febbraio 2016, parte la campagna contro i suddetti impianti che andrebbero ad allargare il comprensorio sciistico sulla Valle delle Lenzuola. Un quotidiano titolava “MAGNOLA-OVINDOLI NO AI NUOVI IMPIANTI” questo l’appello di Appennino Ecosistema.
  2. Correva il 16 Maggio 2016 quando usciva la notizia “SCOPERTA UNA NUOVA SPECIE VEGETALE RARA (Adonis Vernalis) NEL PARCO SIRENTE VELINO“, scoperta da un associato di Appennino Ecosistema. Il 24 Maggio 2016 la flora dell’ipotetico Parco Nazionale Velino Sirente  si arricchiva di un altro gioiello della biodiversità: “PARCO VELINO SIRENTE, SCOPERTA RARA SPECIE VEGETALE (Fritilaria Montana)“titolava un quotidiano web. L’articolo narrava che la scoperta avveniva nel corso di un escursione di Appennino Ecosistema.
  3. Secondo voi poteva mancare a questo punto un Progetto Life? Il 18 Luglio 2016 viene annunciata un importante iniziativa, il “PROGETTO FLORANET LIFE” (http://floranetlife.it/it/progetto/) progetto di salvaguardia di 7 specie vegetali rarissime  ed a rischio estinzione. Le rarità si trovano, in poche popolazioni, nei parchi Nazionali della Maiella e del Gran Sasso e, guarda caso, nel Parco Velino Sirente. Tra le misure di salvaguardia e conservazione in situ dei 7 gioielli, C’E’ LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO TURISTICO. A questo punto tutto si ricollega con l’inizio di questo articolo.
Non prendiamo sotto gamba questi chiari segni di ostilità ad uno sviluppo turistico integrato del nostro territorio. Stiamo attenti, perché una volta effettuato il passo in una direzione, é quasi impossibile tornare indietro.
Questi spassionati avvertimenti sono da prendere seriamente in considerazione, sempre che l’Amministrazione Comunale sia ancora intenzionata all’infrastrutturazione del Comprensorio Turistico del Gran Sasso.
#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna

La Flora A Orologeria

Ci risiamo…

Ogni volta che il mondo “Ambientalotto” non sa più cosa esprimere o, molto peggio, deve ostacolare iniziative che vengono da chi vive e risiede nei territori montani e pedemontani (perle del vincolo assoluto), se ne escono con una “scoperta” sensazionale.

Stessa cosa fu fatta per la VINCA del progetto della nuova Seggiovia Fontari ma, per essere più brevi e terzi, parleremo di altri territori.

Prendiamo a riferimento la stagione vincolistica primavera-estate 2016, in cui ci furono, con strano tempismo e ripetitività, delle scoperte dal punto di vista floristico-ambientale a dir poco sensazionali (ahinoi!).

  1.  Era il 25 Febbraio 2016 quando parte la campagna contro la Riforma del Parco Regionale Velino Sirente ed i nuovi impianti di Ovindoli che vanno ad allargare il comprensorio sciistico sul Monte delle Lenzuola. Un quotidiano titolava “Magnola-Ovindoli NO ai nuovi impianti” questo è l’appello di Appennino Ecosistema. La stessa associazione propone di trasformare il Parco Regionale Velino Sirente in Parco Nazionale.
  2.  Cominciano le scoperte sensazionali; correva il 16 Maggio 2016 quando usciva un notizia incredibile: “scoperta una nuova specie vegetale rara nel Parco Sirente Velino”. Scoperta da un associato di Appennino Ecosistema (che combinazione!), trattasi della Adonis Vernalis finora sconosciuta nel territorio del Parco Velino Sirente e ritenuta estinta in Italia fino al 1997. Risparmiamo tutti i relativi commenti di contorno in stile sbarco di Armstrong sulla luna.
  3.  Il 23 Maggio 2016 “Parco Velino Sirente, scoperta rara specie vegetale fritilaria montana” titolava questa volta un quotidiano web. L’articolo narrava che, nel corso di un escursione di Appennino Ecosistema (una sagra di coincidenze…) la flora del futuro Parco Nazionale Velino Sirente (da notare il balzo in avanti) si arricchiva di un altro gioiello della biodiversità, appunto, la Fritilaria Montana. A questo punto non poteva mancare un “Progetto Life” dedicato.
  4.  Siamo al 18 Luglio 2016 ed un articolo web annuncia un’importante iniziativa, il “Progetto Floranet Life” (http://floranetlife.it/it/progetto/) progetto di salvaguardia di 7 specie vegetali rarissime e ad alto rischio estinzione. Dove potevano trovarsi queste 7 perle dell’umanità’ e cosa bisogna fare per proteggerle?  Le rarissime principesse si trovano, in rare popolazioni, nell’appennino, nei Parchi Nazionali della Maiella e del Gran Sasso e, si guardi sempre il caso, nel Parco Velino Sirente. Di importante annotazione, tra le misure di salvaguardia e conservazione in situ dei 7 gioielli, c’è la riduzione dell’impatto turistico.

A questo punto è lecito chiedersi: cosa si cela dietro la sensazionale scoperta nel Parco Nazionale del Gran Sasso dell’ottava meraviglia del mondo di nome Cordydalis Densiflora Subsp. Appennina?

L’articolo è del 15 Aprile 2019 e narra che trattasi di rarità endemica e facente parte di un gruppo di specie descritte da studiosi del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, gestito grazie all’accordo tra l’Università di Camerino ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La costituzione del Centro ricerche sulle pendici meridionali del Gran Sasso  si è rivelata strategica per gli studi della flora spontanea.

Eravate a conoscenza del fatto che il Piano D’Area Scindarella-Montecristo si estende, sempre casualmente, sul versante meridionale del massiccio del Gran Sasso?

Ovviamente, ci troviamo di fronte solo all’ennesima, mastodontica, pura coincidenza.

#SaveGranSasso
#ProgettoMontagna